BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SALONE DEL LIBRO/ Le "polpette" di Saba ci salveranno dalle aziende di lavatrici?

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Capita infine, di trovare un editore come Giuliano Ladolfi, che da oltre vent’anni assume su di sé la colpa e il vizio della poesia nella piccola Borgomanero: dapprima circuendo i suoi studenti e appassionandoli all’arte dei versi; quindi fondando con alcuni di loro quella che a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila è stata con ogni probabilità la più importante rivista italiana di poesia; infine, da poco più di due anni, con la traduzione in casa editrice di questa esperienza ventennale di fare comune.

Fare comune, ecco. Sono il verbo e l’aggettivo che caratterizzano le esperienze più brillanti che si incontrano al Salone e che interrogano di più su che cosa voglia dire e a che cosa serva, oggi, nell’epoca dell’overload informativo, con i costi di stampa e di diffusione ormai a portata di tutti, fare cultura. E se fare l’editore significhi tendere a fare cultura. Gli esempi citati condividono alcuni aspetti: una passione precisa e acuta per l’oggetto culturale che propongono; la lotta pervicace per sopravvivere economicamente, che com’è noto acuisce i sensi; il desiderio di cercare e allargare il proprio pubblico, ma anzitutto di conoscerlo ed esserne riconosciuti. 

Allargare il pubblico – quindi – non per emulare quelle aziende di lavatrici travestite da editori che sono ormai i grandi gruppi, ma per condividere il peso e la gioia di fare cultura. Soprattutto, per condividerne il senso reale, per riportare la cultura al suo senso profondo di espressione e terreno fertile (cultura/coltura) di una vita comune. 

È così, per questa inutile necessità, che è nata l’arte, quando a Lascaux il più strano del branco raccolse della polvere da terra e disegnò un cavallo sulle pareti della grotta. Ed è meraviglioso che a ventimila anni di distanza ancora ci siano uomini che per questa inutile necessità sentono di dover vivere.

Persino tra le luci al neon della fabbrica di Lingotto.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
21/05/2013 - Un bell'articolo! (Vittorio Ruggeri)

Complimenti Daniele! Ho letto con interesse il suo articolo sul Salone del Libro. Rispetto ai molti proclami ed alle discussioni da salotto di intellettuali di sinistra che amano e sono amati da questa vetrina torinese, lei è riuscito a scovare tratti interessanti ed inediti di un movimento o sommovimento letterario quasi sconosciuto a più e forse sottaciuto. Rispetto a ciò che ci è stato propinato da gran parte dei media, da attento ricercatore ha saputo scovare delle piccole perle e tracce d'oro nel mare magnum di questa kermesse. Grazie!