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SUICIDIO NOTRE DAME/ Abbruzzese: una protesta contro l'islam che ignora la Resurrezione

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Sul fronte opposto, quello della manif pour tous si fa leva su un sentimento altrettanto potente: quello della rappresentanza democratica. Si chiede cioè al governo di tenere conto della volontà popolare indicendo un referendum; denunciando come dietro l’apparente innocenza del mariage pour tous si cela il diritto all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, decidendo così per un terzo, un bambino, e andando così ben al di là dei diritti di coppia. Il desiderio di uguaglianza sfonda pertanto anche le differenze esistenti in natura dichiarandole inesistenti per decreto-legge.

Tanto nel primo caso quanto nel secondo il governo Hollande ritiene che nazione e famiglia siano due costruzioni sociali che si possono destrutturare e ristrutturare secondo nuovi principi, ed è proprio questa dimensione relativistica che inquieta l’opposizione.

È nel quadro di una volontà di diffondere un segnale di allarme sociale che Venner, in perfetta coerenza, ha amplificato la propria protesta mettendo sul piatto della bilancia il massimo potenziale a disposizione: se stesso e il cuore simbolico della Francia, cioè Notre Dame.

Una tale battaglia, dove i primi tendono a minimizzare e i secondi sono costretti a reagire alzando il volume della protesta è destinata a sfociare in nuove tragedie. L’errore fondamentale sta proprio nel voler ridurre a semplici prassi legislative provvedimenti che trasformano profondamente la società nella sua sostanza. Provvedimenti così importanti come quelli che introducono mutamenti sostanziali nella struttura familiare non possono essere decisi senza un consenso generale, un dibattito di fondo. Non si mettono le mani all’hardware di un’intera società con colpi di mano legislativi, il governo Hollande, per tale strada, rischia di avviarsi verso giorni oscuri appropriandosi di un diritto che nessuna maggioranza parlamentare può mai realmente avere.



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COMMENTI
22/05/2013 - Protestare in vita è meglio (claudia mazzola)

Ci vuole audacia ad uccidersi, quell'uomo non aveva più voglia di vivere e lo avrebbe fatto ugualmente. Un'amica di 78 anni mi dice non vede l'ora di morire perché non ce la fa più, ma che la tengono in vita sono gli affetti cari e la fede. A Venner mancava questo.

 
22/05/2013 - il suicidio è una debolezza (Yapi Cyriaque Deki)

Chi crede di dare un segnale suicidandosi fugge definitivamente per la mancanza di coraggio a vivere i problemi e dare un contributo alle soluzioni. Il silenzio, l'indifferenza o addirittura il suicidio favoriscono i fenomeni negativi perché tolgono fisicamente un anima al già residuo numero di persone che lottano per trovare soluzioni ai problemi della società. Il mondo secondo la Genesi è stato creato con la parola e non col silenzio, ed è con essa che si affrontano se si è capaci le problematiche di questa vita. La morte di quel signore non farà cambiare ideologia ai gay, ma forse la sua vita avrebbe nel tempo aggiunto qualcuno in più a chi finisce col capire, e farsi si che ciò se è giusto continui o se ingiusto venga cancellato dalla stessa società con azioni mirati e con esempi positivi dei più osservati della terra.