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LETTURE/ L'avventura di uno strano prete che mette insieme l'Oregon, la musica e Dio

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Ha trovato Dio cercandolo, e non importa se è nato in un paese, l’Irlanda, in cui Dio è nelle viscere e la fede un dono che si tramanda come il bene più prezioso. Davanti al dolore e al male, per esempio, la fede si può perdere. È incomprensibile che l’architetto del mondo lo accetti, lo tolleri. Poi l’America, le campagne dell’Oregon, lo studio intenso, gli amici, l’incontro con qualcuno più amico, nella cui fede si può avere fede. Perché vuoi vivere come loro, fino a sentirtela nelle viscere, quella fede, a cominciare a pregare, a rispondere con fede perfino alla morte di chi ti è caro. 

Per questo Jonah risponde a tutte le domande, che si tratti di ragazzini del liceo o di donne e uomini adulti colpiti dalla sua sapienza sorridente, da quell’aria così americana, da quel suo “prendersi alla leggera” parlando di ciò che conta di più nella vita. E raccoglie le domande, le lettere, le inanella  per raccontare il cammino di ciascuno di noi, se lo vogliamo, perché alla fede ci si arriva per grazia, naturalmente, ma sempre per un sì che giorno dopo giorno diciamo, per una disponibilità, per un esercizio di libertà che tocca a noi soli. 

Nessun trattato di teologia, nessun elenco di regole morali. Lo sguardo attento alla natura e alle sue leggi. Fin nel suo intimo, nelle particelle piccolissime che un fisico potrebbe conoscere solo in teoria, senza guardarne la ragione che le lega al tutto, senza farne “la porta del mistero”. O il nostro io, che soprattutto chiede di essere felice. La capacità di amare, forza meravigliosa ed eternante, davanti a cui perfino la morte arretra, e non può strisciare tra le cose più belle, inquinandole di angoscia. La verginità, l’abbandono fiducioso della preghiera. Tutto il mondo creato che è gloria di Dio: ci arrivi attraversandolo, ascoltandolo, chiedendoti ogni perché, senza paura di rischiare. Finché la nostra solitudine si rompe, e Cristo Dio entra con la sua luce, con il suo canto che commuove e consola e dà forza. 

Ha ragione Cevoli, un bel libro fa compagnia. La compagnia più grande è quella di chi ci mette davanti al destino. Tanto più se non fa prediche, ma “improvvisazioni libere”, che danno respiro, e voglia di avere fede in chi ha fede.


Jonah Lynch, “Egli canta ogni cosa. Improvvisazione libera sui Dio, la musica, la scienza e l'amore”, Lindau 2013



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