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ARTE/ La pittrice dei volti: "chi sei tu che mi guardi?"

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Lara Leonardi, Dedo 12 (Immagine d'archivio)  Lara Leonardi, Dedo 12 (Immagine d'archivio)

In questo cammino di verifica della mia vocazione ho incontrato un maestro che è diventato un amico. Mauro, che è un artista professionista ed insegnante di disegno, guardando i miei disegni che ritraevano i miei primi volti, mi ha detto “da oggi io ti farò compagnia in questo percorso. Tu lavora ed io ti correggerò”. Le sue indicazioni erano di tipo tecnico, perché io potessi riappropriarmi della conoscenza del volto umano, ma erano sempre legate ad una domanda che lui mi poneva incessantemente affinché io potessi esser libera di fronte a ciò che desideravo seguire. La prima volta che incontrai Mauro mi disse queste parole: «Tu devi imparare a concepire il disegno come un vero lavoro che esige una continuità di esecuzione e di dedizione. Devi importi un orario di lavoro e ad esso essere fedele tutti i giorni». Il mio lavoro, eseguito per anni in silenzio nel mio studio, quando quasi nessuno conosceva la mia vocazione, mi ha strutturata perché io potessi percepire ciò che stavo facendo come un cammino, un cammino di conversione attraverso il dono che mi era stato offerto. La compagnia viva di questo amico mi ha fatto conoscere un nuovo modo di concepire il lavoro e mi ha aiutato a rendere più vero tutto quello che io stavo creando: non giudicavo più da sola il mio operare, ma era tutto dentro un paragone continuo. Quest’esperienza mi ha resa assetata di incontrare di nuovo, di guardare ogni cosa, immedesimandomi con chi l’aveva creata.

Nella tua opera sembra evidente la suggestione di Modigliani.
Ho incontrato Amedeo Modigliani attraverso alcune stampe di libri vecchi che mi aveva regalato mio padre: sono i libri che mi hanno accompagnata fin dall’infanzia; io mi sono sempre nutrita di ciò che guardavo. Amedeo Modigliani o Dedo, come veniva chiamato a Livorno dagli amici, è diventato mio amico, un amico vivo che ogni giorno veniva ad incontrarmi nel mio studio e più guardavo ciò che aveva creato, più avevo sete di riguardare ancora, ancora, perché attraverso i suoi tratti disegnati io scoprivo di più me e quello che cercavo.

Perché il soggetto prevalente è il volto umano?
Io dipingo volti umani. È il volto umano che ha cambiato la mia vita e l’ho incontrato attraverso il volto di Paolo, mio marito: stavo piangendo ed avevo il capo rivolto verso la terra, era una posizione che in seguito a tante sofferenze vissute usavo frequentemente. Una mano, calda e grande carezzò i miei capelli e mi «chiese» dolcemente di alzare il viso verso l’alto. I miei occhi incontrarono altri occhi, gli occhi di Paolo che mi indicarono di guardare in un’altra direzione. Questo fatto è entrato nella mia vita e io ho scoperto, come fossi una bambina appena nata, tutta la bellezza che c’è, che è per me. Il volto umano è tutto ciò che di più prezioso ho. Gli occhi ti guardano e dentro a quegli occhi ci sei tu.

Chi sono le persone rappresentate?



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COMMENTI
21/05/2013 - Conoscendo Lara Leonardi. (Aldo Ausiello)

Nelle opere di Lara, nel suo tratto, c'è sempre stata quella forza in più che pretende attenzione. Il suo dare colore al disegno è la sua lettura cromatica della personalità dei suoi soggetti. Ogni suo quadro si completa e ci lascia appagati. A.Ausiello