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ARTE/ La pittrice dei volti: "chi sei tu che mi guardi?"

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Lara Leonardi, Dedo 12 (Immagine d'archivio)  Lara Leonardi, Dedo 12 (Immagine d'archivio)

Il primo ritratto che ho eseguito è stato il volto di mio padre, poi il volto degli amici più cari, quello di mia figlia, i volti dei miei maestri che si sono rivelati anche attraverso lo studio amorevole delle loro opere. Quest’anno mi accade, invece, di vedere dentro di me alcune persone che urgentemente mi chiedono di essere ritratte. Il quadro mi apre ad un incontro, ad accogliere queste persone sconosciute che diventano familiari. Ogni volto mi conduce ad un altro volto, ad un altro ancora e mi sorprendo sempre a chiedere davanti all’immagine che nasce «chi sei tu che mi guardi?».

Come nascono le opere? Come scegli i colori per il volto?
Le opere nascono misteriosamente. È un fatto che c’è, esso accade, non lo devo inventare, ed anche avessi questa tentazione il risultato mi stuferebbe. L’opera nasce: c’è una disponibilità iniziale, un’offerta di sé, un abbandono, un travaglio doloroso con una sorpresa dentro: un incontro, un incontro inimmaginabile. È un avvenimento che riaccade ogni volta ed ogni volta si fa nuovo. I soggetti delle opere s’impongono a me attraverso la realtà, perché qualche persona mi chiede di essere ritratta o li scopro mentre lavoro direttamente sulla tela. I colori dei volti non li scelgo mai secondo un progetto ben delineato, piuttosto mi accade di vederli verdi, gialli, rossi... già prima di dipingerli. Più sono fedele a questa visione, più il quadro si costruisce in maniera armonica, senza passaggi artificiosi, perché è come se quell’immagine s’incarnasse davanti ai miei occhi fino a diventare una presenza amata fin dal primo istante.

(Giovanni Fighera)



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COMMENTI
21/05/2013 - Conoscendo Lara Leonardi. (Aldo Ausiello)

Nelle opere di Lara, nel suo tratto, c'è sempre stata quella forza in più che pretende attenzione. Il suo dare colore al disegno è la sua lettura cromatica della personalità dei suoi soggetti. Ogni suo quadro si completa e ci lascia appagati. A.Ausiello