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DA DE GASPERI A CRAXI/ Andreotti, la differenza tra il realismo e l'inciucio

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Con la nuova generazione politica che arriva al Governo, si acuiscono i contrasti. Ma ancora nel governo Craxi, il primo a guida socialista, Giulio Andreotti è un impeccabile ministro degli Esteri. Ci sono già stati dei contrasti tra Craxi e Andreotti: l'affare Eni Petromin, la vicenda controversa della P2, le battute ironiche di Andreotti e le risposte durissime di Craxi: l'articolo sull'Avanti ! “Belfagor e Belzebù”, la battuta “tutte le volpi finiscono in pellicceria”. Ma tutto questo non compromette l'azione del governo Craxi del 1983, con Andreotti agli Esteri e Scalfaro agli Interni. Lo scontro politico che c'era stato negli anni precedenti viene circoscritto, metabolizzato.

E' alla fine degli anni Ottanta, quando implode il “nemico storico” dell'Occidente, quando si scioglie l'Unione Sovietica, che i contrasti risorgono in una forma molto più astiosa, con una difesa quasi assurda di potere e ruolo personale. Nessuno di quella classe dirigente sembra rendersi conto che l'assetto geostrategico mondiale è cambiato e che questo mutamento si ripercuoterà sull'Italia. Nessuno, neppure Andreotti, si impegna per un reale cambiamento dell'assetto istituzionale della repubblica. Una grande epoca di uomini politici finisce così con il diventare protagonista della cronaca, più giudiziaria che politica. Forse l'aforisma “il potere logora chi non ce l'ha” era anche un'amara profezia.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
07/05/2013 - Un uomo vero (luisella martin)

Nessuno é disposto a cambiare comportamento solo perché lo dice un altro, per quanto saggio ed importante sia l'altro. Per cambiare modo di fare bisogna essere convinti di aver sbagliato davvero non verso una situazione o una persona,ma verso sé stessi;d'altra parte le cose giuste,dette o fatte in modo sbagliato,non sono errori,ma piccole imperfezioni. Possiamo distinguere i piccoli errori,da quelli grandi, per le intenzioni che abbiamo messo nel compierli e che conosciamo solo noi. Ma quanto tempo ci vuole per cambiare! Probabilmente Andreotti, pur capendo l'errore della politica clientelare, ha avuto paura che un cambiamento non sarebbe stato capito e avrebbe confuso gli italiani. Anni fa sentii Craxi,allora potente, esprimere un concetto politico immorale e mi meravigliai che nessuno si fosse accorto di quello che credevo essere un errore di battitura nel testo del discorso. Io italiana comune mi stupivo che i politici non capissero! Ma non ero meglio di tutti: arrivai troppo tardi,da Ciampino,per le monetine! Con il governo Letta sembra che molti di noi abbiamo capito che é un grosso errore fare politiche sugli uomini e non per gli uomini. Quel salone del Quirinale pieno di bambini il giorno del giuramento, mi riempie di speranza. Non permettiamo che vincano quelli che non vogliono capire e quindi non possono cambiare! Ma, per favore, non giudichiamo il passato, almeno quello che abbiamo abitato!