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9 MAGGIO 1978/ Perché Moro non riuscì a smuovere la "pietà" della Dc?

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Aldo Moro (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (Immagine d'archivio)

Un male maggiore veniva certamente evitato. Ma si è trattato di un atto che si colloca nel quadro della ricerca della salvaguardia della reciproca sicurezza tra il governo italiano e un protagonista del conflitto mediorientale. Era tagliato sul filo della lama, destando l’allarme di Israele e dei nostri principali alleati.

L’attentato di Fiumicino, circa quattro mesi dopo, servì a ribadire la necessità di favorire una via d’uscita, cioè un patto di non belligeranza durevole. 

A farne cenno fu Bassam Abu Sharif. Considerato il ministro degli esteri del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) negli Anni Settanta e Ottanta, in un’intervista al Corriere della Sera (agosto 2007) ha svelato in che cosa consisteva quel che venne chiamato “Accordo Moro” (ora denominato “lodo Moro”). I gruppi terroristici della guerriglia palestinese venivano autorizzati dal governo di Roma a servirsi del territorio italiano per compiere azioni connesse alla rivendicazione della loro identità nazionale e a darsi una struttura statuale (come per esempio il trasporto di armi) in cambio dell’impegno a non colpire obiettivi obiettivi nazionali sia in Italia sia nel mondo

Sullo stesso quotidiano, Francesco Cossiga conferma le dichiarazioni dell’esponente palestinese: “Ho sempre saputo – benché non sulla base di documenti o informazioni ufficiali, sempre tenuti celati nei miei confronti – dell’esistenza di un accordo sulla base della formula ‘tu non mi colpisci, io non ti colpisco’ tra lo Stato italiano ed organizzazioni come l’Olp ed il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina”. Era un modo per l’Italia di tenersi al di fuori del conflitto arabo-palestinese, o di non essere disturbata più di tanto. Ma la concessione fatta era molto benevola nei confronti dell’Olp: “i palestinesi hanno assicurato la sicurezza del nostro Stato e [l’immunità] di obiettivi italiani al di fuori del Paese da attentati terroristici – fin tanto che tali obiettivi non collaborassero con il sionismo e con lo Stato d’Israele”. Per Gerusalemme non era tranquillizzante. Per gli italiani ebrei, anche se innocenti, non era stata prevista nessuna tutela.

Ma questa ammissione di Cossiga, per quanto assai sconcertante, non sembra avere avuto l’impatto che si attendeva. Infatti non si tenne conto che a parlare era un uomo, un dirigente della Dc e un rappresentante istituzionale che non era stato sempre un amico di Israele. Negli Anni Cinquanta aveva inaugurato l’Associazione d’amicizia Italia-Palestina. E successivamente, come presidente del Senato, diede asilo, nel suo Gabinetto, ad Arafat quando contro il presidente dell’Olp era stato emesso un mandato di cattura. Nacque da questa sottovalutazione del ruolo di Cossiga, da parte dei media, la sua decisione di rivolgersi direttamente al pubblico israeliano.

L’incrinatura di questo accordo avrà luogo nel novembre 1979 ad Ortona. Anche in questa occasione da una nave battente bandiera libanese vennero sbarcati due lancia-missili di fabbricazione sovietica che saranno presi in consegna da un gruppo di esponenti dell’Autonomia romana di via dei Volsci (Daniele Pifano, Giorgio Baumgartner e Luciano Nieri). Il regista dell’operazione fu Abu Anzeh Saleh. Era uno studente (soi disant) di origine giordana che curava, per conto di George Habbash, la creazione in Italia e in Europa di cellule militari e il traffico di armi per conto dell’Fplp (Fronte popolare per la liberazione della Palestina).



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COMMENTI
10/05/2013 - ricordi (luisella martin)

Ero a lezione di fisica II quando interruppero il professore per comunicare che Aldo Moro era stato preso. Poi quei giorni di trattative che la gente semplice come me non capiva. Perché non trattare? Per un principio, si diceva. Ma la vita di un uomo valeva più di un principio! Analizzarono il passato per scongiurare il futuro, ma tutto ciò é un modo di fare storia o di predisporre una strategia politica; era il presente quello che decideva! Nel 1978 un uomo innocente fu mandato a morte e non valsero le ragioni di una moglie e dei figli, fiduciosi negli amici,terrorizzati per la sorte già toccata alla scorta. Inutilmente qualche amico provò a parlare, come fece Pilato, ma la folla non ascoltò.