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9 MAGGIO 1978/ Perché Moro non riuscì a smuovere la "pietà" della Dc?

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Aldo Moro (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (Immagine d'archivio)

Durante la sua detenzione nel carcere delle Brigate rosse il presidente della Dc, Aldo Moro, affronta l’argomento del rapporto da stabilire col terrorismo.

Lo fece nei confronti di chi (a cominciare da Giulio Andreotti, dal gruppo dirigente del Pci, del Pri ecc.) sostenevano che fosse impossibile una sua liberazione solo imbastendo una trattativa col terrorismo brigatista. Ovviamente essi sapevano che ciò avrebbe comportato un prezzo elevatissimo, cioè la demolizione della sovranità dello Stato (peraltro non di salute eccelsa) e anzi una sua resa al potere e alla volontà dei propri carnefici. E dall’altra parte la legittimazione delle Br.

Moro assolve ad un dovere di verità, oltreché di convenienza personale, ricordando ai propri (in apparenza immemori) compagni di partito e collaboratori come col terrorismo arabo palestinese il governo italiano avesse sempre trattato.

Ecco quanto scrive in una lettera indirizzata alla Dc, recapitata il 28 aprile1978. In quelle che si possono chiamare le “lettere palestinesi”, Moro ricostruisce le linee, e i valori, della politica estera del suo partito e dei governi da esso giudati. Il Sid (Servizio informazioni difesa, ndr), secondo il suo capo (il generale di corpo d’armata Vito Miceli), “ha evitato una serie di stragi progettate in Italia mantenendo rapporti di equilibrio, e quindi di reciproca comprensione, se non proprio di amicizia, con Arafat, il capo dell’Olp”, compreso il “fronte del rifiuto”.

La svolta ebbe luogo dopo la strage del 17 dicembre 1973. In quella occasione un gruppo di feddayin penetra, senza subire alcun controllo, al banco col metal-detector, nell’aeroporto romano Leonardo da Vinci (Fiumicino). Assalta a colpi di bombe al fosforo un aeromobile della Pan Am. Lascia sul terreno 31 persone, 5 italiani e 26 stranieri. E prende in ostaggio il personale di un altro aereo, questa volta della Lufthansa, dirottandolo. Un ostaggio italiano verrà poi assassinato e il suo corpo abbandonato sulla pista dell’aeroporto di Atene.

A parte Ustica (dove contro il DC-9 dell’Itavia fu consumata un’azione di guerra), questo fu il più sanguinoso massacro mai avvenuto in un aeroscalo italiano. È probabile che evocarlo comporti fare i conti con la ragion di Stato che si è impadronita della nostra politica estera, e ha finito per confondersi con la complicità col terrorismo palestinese.

Ad Aldo Moro, ministro degli esteri della Dc nel governo allora presieduto da Mariano Rumor, fu chiaro e urgente che bisognava fare ogni passo per impedire che l’Italia diventasse teatro del conflitto armato tra palestinesi e israeliani.

In seguito alla scelta maturata in questa tragica circostanza dal leader democristiano, egli dal fondo del carcere brigatista può ricordare che la linea della Dc e dei governi fu sempre quella della liberazione dei prigionieri, da trasferire in paesi terzi: “Non una, ma più volte, furono liberati con meccanismi vari palestinesi detenuti ed anche condannati, allo scopo di stornare gravi rappresaglie che sarebbero poi state poste in essere, se fosse continuata la detenzione. La minaccia era seria, credibile, anche se meno pienamente apprestata che nel caso nostro. Lo stato di necessità è in entrambi evidente”.



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COMMENTI
10/05/2013 - ricordi (luisella martin)

Ero a lezione di fisica II quando interruppero il professore per comunicare che Aldo Moro era stato preso. Poi quei giorni di trattative che la gente semplice come me non capiva. Perché non trattare? Per un principio, si diceva. Ma la vita di un uomo valeva più di un principio! Analizzarono il passato per scongiurare il futuro, ma tutto ciò é un modo di fare storia o di predisporre una strategia politica; era il presente quello che decideva! Nel 1978 un uomo innocente fu mandato a morte e non valsero le ragioni di una moglie e dei figli, fiduciosi negli amici,terrorizzati per la sorte già toccata alla scorta. Inutilmente qualche amico provò a parlare, come fece Pilato, ma la folla non ascoltò.