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9 MAGGIO 1978/ Perché Moro non riuscì a smuovere la "pietà" della Dc?

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Aldo Moro (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (Immagine d'archivio)

In entrambi gli episodi molto forte, proprio sulla base del cosiddetto “lodo Moro”, è la richiesta da parte dei dirigenti palestinesi di restituire le armi confiscate. A loro avviso, sul territorio italiano sarebbero state solo di passaggio perché la loro destinazione finale era il Medio Oriente dove sarebbero state usate contro la popolazione e l’esercito israeliano (quasi che non fossero nostri alleati!).

Le vicende di Ostia e di Ortona rimandano ad una questione di carattere più generale che provo a formulare in questi termini:

1. il cosiddetto “lodo Moro” fu un importante patto a favore dell’esclusione del suolo italiano dalla guerra di guerriglia tra Israele e Arafat (e per garantire un approvvigionamento di petrolio stabile a buon prezzo);

2. in cambio i nostri servizi di sicurezza militari (Sid e successivamente Sismi), insieme ai magistrati, s’impegnarono a permettere al terrorismo dell’Olp e di tutte le formazioni medio-orientali confluite in essa (come il Fplp e il Fronte di Abu Nidal) di far passare, lungo il nostro territorio, un consistente flusso di armi rivolte contro Israele, in nome (col pretesto) di un obiettivo condiviso come quello di dare uno Stato ai palestinesi. 

Bassam Abu Sharif, un dirigente di primissimo piano vicinissimo ad Habbash quando, nel novembre 1979, il suo compagno Abu Anzeh Saleh e i sodali romani di via dei Volsci furono trovati con due missili terra-aria Sam 7 Strela di fabbricazione sovietica (l’episodio prima ricordato) fu molto esplicito sul punto: “Noi abbiamo bisogno di tutte le nostre armi per la nostra lotta. I missili sono destinati ad essere usati contro il nemico israeliano, per proteggere i nostri campi di rifugiati contro i bombardamenti aerei. La nostra operazione con i gruppi della sinistra occidentale è incentrata sulla nostra lotta politica contro l’imperialismo e non ha niente a che fare con i rifornimenti di armi ai gruppi che ci appoggiano. La propaganda sionista e imperialista ha cercato di far credere che i palestinesi sono compromessi in attività terroristica, come il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e altri atti del genere. Intendiamo ribadire che la resistenza palestinese non ha e non avrà niente a che vedere con azioni simili. Il nostro obiettivo principale è la lotta contro il sionismo, contro il nemico israeliano, e contro l’imperialismo”.

Il sospetto è che a questo accordo l’Italia possa essere stata sollecitata prima o immediatamente dopo l’attentato all’aeroporto di Fiumicino. In secondo luogo la “licenza” di Moro sarebbe servita anche per coprire trasferimenti di armi dall’Fplp alle Brigate rosse, che le useranno contro esponenti delle istituzioni, giornalisti, magistrati. Si sarebbe trattato di un classico scambio tra vantaggi politici da una parte (il governo italiano) e vantaggi sul piano militare, cioè il trasporto di armi e munizioni (i palestinesi), dall’altra.

Chi lo ruppe, nella vicenda di Ortona dell’8 novembre 1979 fu il governo italiano. Perché?



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COMMENTI
10/05/2013 - ricordi (luisella martin)

Ero a lezione di fisica II quando interruppero il professore per comunicare che Aldo Moro era stato preso. Poi quei giorni di trattative che la gente semplice come me non capiva. Perché non trattare? Per un principio, si diceva. Ma la vita di un uomo valeva più di un principio! Analizzarono il passato per scongiurare il futuro, ma tutto ciò é un modo di fare storia o di predisporre una strategia politica; era il presente quello che decideva! Nel 1978 un uomo innocente fu mandato a morte e non valsero le ragioni di una moglie e dei figli, fiduciosi negli amici,terrorizzati per la sorte già toccata alla scorta. Inutilmente qualche amico provò a parlare, come fece Pilato, ma la folla non ascoltò.