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PAPA/ Da Francesco a don Giussani: cosa vuol dire "tornare come bambini"?

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Andrej Rublev, Cristo salvatore (Immagine d'archivio)  Andrej Rublev, Cristo salvatore (Immagine d'archivio)

Questo stato di cose ci porta diretti ad una domanda cruciale: “Un uomo colto, un cives romanus del primo secolo del primo millennio, poteva credere, credere proprio, alla divinità del Figlio di Dio, Gesù Cristo?”. Viene davvero voglia, per una volta, di ribaltare la famosissima citazione di Dostoevskij in questo modo. La proposta di Cristo, infatti, è certo difficile da accettare per un “europeo dei nostri giorni” ma non credo affato che dovesse esserlo di meno per un uomo di epoca augustea che aveva alle spalle secoli di filosofia e di scienza che spaziano dai fisici ionici del VI secolo fino ad Epicuro, passando attraverso Platone, Democrito e Aristotele. 

Oggi come allora, dunque, solo se il nostro linguaggio – e in definitiva il nostro pensiero – non sono un esercizio retorico, solo se si ha il coraggio di chiamare le cose senza cosmesi lessicali, solo se ci si arrende al desiderio di infinito e di tenerezza che ci teniamo dentro per paura che ci esploda tra le mani, solo cioè se si incontra qualcuno che non lascia fuori niente dal rapporto con lui e si dona a noi e ci mostra fatti, allora il nostro linguaggio non è una trappola e una lusinga perversa. La prova ce la dà la realtà e si misura sul nostro senso di pienezza. E, tornando all’etimologia, cioè alla ricerca del vero, mi pare che allora, solo allora, si possa arrivare a intuire quale rivoluzionario senso di rinascita deve aver provato un cives romanus quando un ebreo nella Palestina del primo secolo gli andava incontro e guardandolo negli occhi gli diceva “io sono la verità”; “io”, non un suo ragionamento.



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COMMENTI
10/06/2013 - Da Gesù a Papa Francesco (luisella martin)

Molti santi hanno cercato di spiegare l'attualità delle parole evangeliche; fra queste le parole del Papa e quelle di don Giussani,entrambe belle e chiare, sembrano emergere dall'articolo. Non dobbiamo però dimenticare che le parole pronunciate dai santi in terra hanno un senso solo se ritornano, attraverso la nostra preghiera, al Verbo. Prima di Papa Francesco molti santi,martiri e Papi del secolo scorso hanno spiegato, con discorsi e con l'esempio, cosa vuol dire tornare come bambini:San Pio da Pietrelcina, Padre Kolbe,Edith Stein, Santa Faustina,Santa Maria Goretti,Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI...Non ci é lecito confrontarli per fare una ipotetica graduatoria, possiamo solo chiedere a Dio di saper accogliere davvero i doni che ci fa con tanta insistenza (conosce la nostra "tostezza" di "capa" e di cuore!),diventando noi stessi bambini alla maniera di Gesù.