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LETTURE/ Ferraris, il "realismo" e quella strada perduta che non si trova

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Vincent Van Gogh, Notte stellata (1889) (Immagine d'archivio)  Vincent Van Gogh, Notte stellata (1889) (Immagine d'archivio)

Ciò a meno che non si esplicitino i criteri di vincolo, cosa che in Ferraris non è svolta. Inoltre, la semplice documentalità non basta a dare ragione dei vincoli sociali, del tutto reali, che sono molto più vasti dell’ambito effettivamente documentabile. Né il semplice riferimento alla testualità è sufficiente per chiarire i vincoli imposti dalla proceduralità. Per poter dare una spiegazione di tutto questo e del molto altro che compone la realtà sociale serve una teoria sociale realista di riferimento che in Ferraris non c’è.

Mi sembra dunque di poter osservare nel lavoro del filosofo di Torino e in quello dei suoi critici, rispettivamente, un’occasione mancata di realismo e una mancata denuncia di antirealismo.



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