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PAPA/ Meno male che c'è la crisi: quello strano "incontro" tra Francesco e Einstein

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Nebulosa di Orione (Immagine d'archivio)  Nebulosa di Orione (Immagine d'archivio)

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘Superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo; invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.

Questo giudizio è di Albert Einstein, pubblicato su Il mondo come io lo vedo (Newton-Compton, 2012) apparso per la prima volta in Germania nel 1934.

Il mondo aveva da poco attraversato la grande crisi economica del 1929 e l’Europa si preparava a vivere anni molto dolorosi. “Benedizione” è una parola grossa, se pensiamo a chi perde il lavoro e non sa come arrivare alla fine del mese. Addirittura “la più grande benedizione”, dice Einstein. Credo che per capire cosa intendesse, occorra guardare alla sua vita di scienziato. La teoria della relatività ristretta, pubblicata nel 1905, è emersa in risposta alla cosiddetta “crisi della meccanica classica”. 

Da più di vent’anni i fisici cercavano di capire perché la velocità della luce non obbediva alla legge galileiana di composizione delle velocità (quella per cui, se cammino su un treno, la mia velocità rispetto ad un osservatore fermo in stazione è la somma della velocità del treno e di quella con cui cammino). Si erano tentate strade, ma nulla era apparso soddisfacente perché era necessario un cambiamento profondo nella concezione dello spazio e del tempo. 

Al genio non è dunque risparmiato il lavoro, come afferma Einstein stesso quando dice: “la creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura”. Sicuramente anche il grande scienziato ha tentato strade diverse ed è tornato più volte al punto di partenza, senza stancarsi  di formulare e riformulare le domande fino ad intravvedere la risposta. 



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COMMENTI
16/06/2013 - La crisi che stiamo vivendo e' crisi dell'umano (marco mauri)

L'evidenza quotidiana in questi giorni di crisi è la difficoltà a trovare strade e maestri credibili. Grazie per le preziose indicazioni.