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IL CASO/ Barcellona: ecco perché l'Italia è finita nelle mani dei giudici

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L’impatto della strategia dei diritti sulla cultura diffusa ha spostato l’attenzione pubblica dai problemi collettivi, che riguardano il potere e la democrazia, alle vicende individuali, attribuendo ai giudici il ruolo di custodi delle aspettative di giustizia. È paradossale che nell’epoca del diritto ad avere diritto siano scomparsi i diritti sociali e i diritti politici; mentre il diritto al lavoro e all’assistenza sono tramontati insieme allo stato sociale, i diritti all’uso indiscriminato di nuove tecniche procreative e allo sviluppo di una vera e propria medicina eugenetica diventano le nuove frontiere della civilizzazione. 

La strategia dei diritti ha accentuato i tratti individualistici della cultura giuridica occidentale, contribuendo in modo decisivo alla spoliticizzazione delle società e a una diffusione generalizzata dell’indifferenza etica; essa rivela la propria vocazione nichilista, in cui l’assunzione della libertà individuale come arbitrio assoluto è accentuata sempre più dall’alleanza con le nuove forme di scientismo tecnologico che favoriscono la chiusura autoreferenziale degli individui. La strategia dei diritti è dunque legata alla mercificazione della vita e della morte, alla totale manipolabilità della natura e all’impossibilità di rintracciare limiti in qualche principio extraindividuale. 

L’astrazione del falso universalismo, negando le differenze, riduce ogni persona ad una maschera vuota, consegna la vitalità degli esseri umani al dominio di pochi, soffoca chi ancora vuole lottare per una trasformazione della società. La fase che stiamo vivendo ha caratteri inediti e rischiosi ma ci sono persone, intelligenze, istituzioni, cittadini che hanno voglia di giocarsi di nuovo il rischio di vivere in un Paese migliore. Affrontiamo seriamente il grande tema della decisione politica nelle società complesse come sono ormai le nostre.

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COMMENTI
17/06/2013 - E' veramente ora di FARE (LUCIANO VIGEVANO)

bellissimo articolo, però non è sufficiente che queste denunce si scrivano solo su giornali d'opinione come questo, bisogna renderle CLAMOROSE e per questo coloro che possono devono mettersi a FARE, contrastando le parole ed i proclami vuoti ed artatamente fuorvianti con programmi concreti di lavoro per arrivare a rimettere in seno a questa società i valori morali che sostituiscano le leggi ipocrite. Questo deve essere fatto non da assurdi urlatori di piazza ma con il contrasto dei media "con le loro stesse armi" che in decenni hanno insinuato falsi valori morali, e molto spesso immorali, come normale evoluzione sociale a cui se non ci si abitua "si è tagliati fuori". Luciano VIGEVANO