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FEDE & SCIENZA/ Brevettare la vita? La Corte Usa si "ispira" a Galileo

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E tuttavia, con la sentenza della Corte americana, ciò che si pone a tema non è solo la differenza tra scoperta e invenzione, come hanno fatto vedere bene tutti i commenti apparsi sui maggiori quotidiani in questi ultimi giorni, quanto piuttosto il rapporto originario della natura con l’uomo: tra ciò che la natura crea e quanto l’uomo produce, tra creazione e produzione.

L’atto creativo originario della natura è, infatti, irriducibile a ogni titolo di possesso da parte dell’uomo. È un atto libero, un evento che ha nella possibilità la sua forza generativa, e nell’unicità il suo carattere di novità. L’avvento dell’uomo, di ogni uomo, coincide con un tale atto della natura: una novità unica e irriducibile. Si tratta, come diceva Hannah Arendt, della particolare disposizione di ogni nuovo inizio, quella cioè di “irrompere nel mondo come un’infinita improbabilità”. Un’improbabilità che costituisce il tessuto di tutto quello che chiamiamo reale.



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