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GIOVANNI XXIII/ Angelo Roncalli e gli ebrei, la "storia" sta ancora aspettando

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Ma perché Roncalli non è stato ancora riconosciuto come Giusto tra le nazioni da parte dello Yad Vashem? Secondo i responsabili della International Raoul Wallenberg Foundation l’ostacolo principale sarebbe il rapporto di Roncalli con Pio XII, la cui opera è ancora oggetto di controversia. Non entro nella vexata quaestio. Mi limito ad auspicare − riecheggiando l’intervento di Matteo Luigi Napolitano dello scorso 25 febbraio su queste pagine − che la ricerca sull’opera di salvataggio degli ebrei durante la Shoah non si limiti più a indagare i meriti dei singoli individui con il lodevole intento di celebrarne la memoria, ma si allarghi alla ricostruzione delle reti di assistenza e del contesto sociale che le sosteneva. Salvare una vittima in genere richiedeva infatti la collaborazione tra vari individui e istituzioni che operavano più o meno clandestinamente. 

Più che la celebrazione dell’eroe isolato, ciò che è capace di educare ed edificare le generazioni del presente e del futuro è proprio la considerazione della collaborazione tra tanta gente comune che, con l’aiuto delle istituzioni religiose, metteva a repentaglio la propria incolumità e quella dei propri cari per salvare piccoli gruppi di ebrei organizzando con grande cura ogni minimo particolare. Anche l’opera di Roncalli sarebbe stata impossibile senza questo sostrato etico popolare che ha giocato il ruolo di vera e propria resistenza morale nei confronti della barbarie nazi-fascista.



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