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IL CASO/ 2. Bergoglio e Borges, un'amicizia che cerca il mistero delle cose

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Jorge Luis Borges (1899-1986) (Immagine d'archivio)  Jorge Luis Borges (1899-1986) (Immagine d'archivio)

D’Angelo concluse rispondendo all’intervistatrice sul senso del destino e della speranza in Borges: “La cecità sarebbe il suo implacabile e brutale destino. Accettare quel destino significa fare poesia. Il destino è crudele, ma non la ricerca, che permette di godere della vita. Altrimenti, per esempio, non avrebbe fatto un viaggio nell’antica Grecia quasi alla fine della sua vita. La figura di María Kodama al centro del labirinto è un allegoria della speranza. In una delle sue ultime poesie scrive che il punto principale del labirinto non è l’uscita, ma il centro; cioè ciò che genera il labirinto. La vita è allegoricamente un labirinto e il centro è fondamentale. E Borges dice: lì, nel centro, c’è María Kodama. Cioè, una presenza positiva e non la disperazione. Non saprei dire se lì c’è posto o no per la speranza, ma io spero nella speranza di Borges. Lui mantiene la speranza di scoprire una risposta. In nessun momento smette di cercare. In un poema del Cuaderno San Martín dice: ‘Mistero di cui possiedo il nome vacante, e la cui realtà non capiamo’. Dio è un nome vacante e lo posso chiamare come voglio”.

La ricerca del senso della vita, espressa tanto nella sua opera come nel suo impegno esistenziale (che ha richiamato l’amichevole attenzione dell’attuale successore di Pietro) fanno di Borges non un uomo di fede, ma senza dubbio un uomo profondamente religioso.



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COMMENTI
05/06/2013 - Borges, il progressista. (Ruben Varisco)

Effettivamente, era un uomo religioso senza fede, come tantissimi argentini che vivono e son vissuti in quella bella terra, attaccati a morte al progressismo odierno e con una certa melancolia dei tempi sacri che furono solo nell'inconscio collettivo degli immigranti. Non fu un uomo speciale, perche mancante di fede. Ciò che ci fa speciali ai cospetti di Dio è che la fede è al di sopra della ragione, e la ragione lo capisce e lo accetta. A questa dignità della semplicità Borges non ci arrivava. Per questo dico che lui non fu speciale.