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ITALO CALVINO/ Istruzioni per non lasciarsi guidare dai nerd

Pubblicazione:venerdì 7 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 7 giugno 2013, 13.36

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La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d’acciaio, ma come i bits d’un flusso d’informazione che corre sui circuiti sotto forma di impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono a bits senza peso”.

Siamo nel 1985 quando Calvino scrive queste parole e sembra di ritrovare alcuni spunti di Chris Anderson (non a caso ex direttore di Wired Usa, il magazine che quest’anno celebra 20 anni) nel suo libro Makers, il ritorno dei produttori.

Che cosa significa tutto questo? A mio avviso, semplicemente che al centro di tutto resta e deve rimanere l’essere umano. Con la sua straordinaria capacità di cambiare improvvisamente direzione e di mutare il corso della storia e degli eventi. Con la sua voglia di distinguersi e di fare del linguaggio della differenza un tema non solo di dibattito sociale, ma di progresso.

Si parla molto dell’influenza della tecnologia nella nostra vita di oggi, del sapere che nasce e si propaga in rete, come se tutto questo avvenisse indipendentemente dal software che ci sta dietro: l’uomo, appunto. “Forse − scrive ancora Calvino − il segno che il millennio sta per chiudersi è la frequenza con cui ci si interroga sulla sorte della letteratura e del libro nell’era tecnologica cosiddetta postindustriale. Non mi sento d’avventurarmi in questo tipo di previsioni. La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici”.

Per andare avanti, dobbiamo fare un coraggioso e indispensabile passo indietro. In direzione dell’antropologia. Della riscoperta dei valori e delle esperienze. Se dovessimo rifarci ancora una volta al grande scrittore, potremmo riassumere tutto questo in sei parole chiave: leggerezza, velocità, esattezza, visibilità, molteplicità e consistenza (la lezione mai scritta da Calvino). L’innovazione parte da qui.

Dalla straordinaria capacità di sintesi e di intuizione di persone che hanno l’abilità di recuperare il passato, di farsi ispirare da coloro che, in ogni epoca, hanno saputo far fare un balzo in avanti al genere umano. Finora nessun computer o programma sofisticato è stato capace di regalarci l’emozione di una svolta epocale.

L’uomo, pur con gli orrori che è stato anche capace di compiere nel corso della storia, continua a essere il protagonista indiscusso e indiscutibile dell’innovazione.



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