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ARTE/ Farsi una collezione privata con 100mila euro? Facile, ecco come

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Pablo Picasso, Ritratto di Dora Maar (Immagine d'archivio)  Pablo Picasso, Ritratto di Dora Maar (Immagine d'archivio)

Ma il libro non si limita a chiarire le idee e a fissare dei possibili criteri per chi ha voglia o interesse (nel senso di voler fare un investimento) a farsi un raccolta. Alla fine del percorso Borghi Aquilini prova a immaginare tre possibili collezioni disegnate attorno ad un criterio coerente. 

Non è solo un gioco, ma una verifica di come ancor oggi con prezzi che spesso sembrano fuori portata, si possa invece mettere insieme una raccolta d’arte significativa senza dover investire grandi capitali (l’autore immagina di muoversi con un capitale a disposizione di 100mila euro). Il segreto è sapersi muovere tra qualche piccola opera di grandi nomi e qualche grande opera di autori che magari si sono un po’ eclissati. Tra le tre collezioni proposte dall’autore (che in questo caso ha chiesto a Luca Dezzani di fare la selezione delle opere) la più riuscita sembra la seconda, dedicata all’arte italiana degli anni Novanta, che mostra freschezza e anche margini di crescita dal punto di vista dei valori. 

Infine, fa piacere notare che nella terza collezione dedicata alla pittura contemporanea internazionale tornino alcuni artisti, come in particolare Andrea Mastrovito, che sono passati da quella fucina di giovani talenti che è stata in questi anni recenti la rassegna Giorni Felici organizzata a Casa Testori.

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