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RILKE/ Chi può salvare tutta la bellezza del mondo?

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Lou Salomè (Immagine d'archivio)  Lou Salomè (Immagine d'archivio)

"La natura" scriverà il poeta in una lettera a Witold von Hulewicz, nel 1925 "le cose che tocchiamo e usiamo, sono transitorie e caduche; ma fintanto che siamo qui, sono il nostro possesso e la nostra amicizia, sanno della nostra miseria e gioia. (…) Su di noi grava la responsabilità di conservare non solo la loro memoria [(…)], ma il loro valore larico. La terra non ha altra via di scampo che diventare invisibile in noi", proseguiva, in noi "che partecipiamo dell'invisibile con una parte del nostro essere, noi che dell'invisibile possediamo (almeno) quote di partecipazione". "Le elegie", concludeva Rilke "stabiliscono questa norma dell'esistenza: assicurano, celebrano questa coscienza". 



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