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VITTADINI/ Guareschi, Jannacci e l’Italietta

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Guareschi e Jannacci, personaggi diversissimi anche per credo politico, ma profondamente simili per un’autenticità umana luminosa, quella dimenticata da ogni forma di ideologia, di giustizialismo fariseo, di nichilismo edonista; dimenticata dai cortigiani della prima e della seconda Repubblica che inseguono demiurghi a cui delegano la soluzione della propria vita, dagli editorialisti e dagli intellettuali che ci spiegano cosa è vero e giusto, salvo dimenticarsene quando le loro previsioni falliscono; dimenticata da una vita “niente domande, niente risposte”. C’è davvero chi non riesce a capire il popolo che ha fatto e fa questo Paese, e affronta la crisi con l’umano, la fede, l’amicizia, il lavoro, la lotta per la giustizia, la commozione per l’altro che soffre. Questo popolo sarebbe l’“Italietta”?

E allora? Invece che contrapporre un’altra ideologia, meglio la profondità e la libertà del Cristo di Giovanni Guareschi che “insegna a passare ogni parola al vaglio della propria coscienza”; meglio l’amorosa ironia e la libertà del “cuore urgente” di Enzo Jannacci, un musicista che ride “perché dentro sente una strana gioia vera. (...) E scopre che la sua angoscia è buona, perché è la sua tristezza che suona”. L’“Italiona” che non si fa interrogare dallo sguardo di questi maestri, non sa cosa perde…



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COMMENTI
12/07/2013 - L'Italia vera (roberto cagnoni)

condivido pienamente l'articolo di Giorgio Vittadini. La prima considerazione evocata consiste nella semplicità e nella verità con cui Giorgio riesce a connotare l'Italia della nostra gioventù. Forse un Italia un pò provinciale, come direbbero gli intellettuali dei salotti buoni; comunque un'Italia umana dove la persona è libera di esprimersi per quello che è. In quell'Italia la famiglia aveva un ruolo fondamentale nell'educazione dei figli. Bella l'Italia attuale, dove la famiglia è il più importante ammortizzatore sociale e, cionostante è regolarmente dimenticata dai dibattiti politici, dai provvedimenti legislativi, e se, come comune cittadino scrivi una mail per chiarimenti agli organi competenti, ad esempio sul problema dei falsi in validi , regolarmente non ricevi risposta. Aveva ragione Havel nel suo libro " il potere dei senza potere ". Mi sembra di aver capito che in questa Italia si vuole riformare la giustizia senza ridimensionare il potere della magistratura, si parla di legge elettorale e si fa di tutto per allungare i tempi decisionali. Mi sembra che le cose certe in Italia sono: il cancro della burocrazia, le caste o, che dir si voglia, i poteri forti non si toccano e non si possono modificare, i potenti non vanno in galera e il fariseismo dilagante (nonostante Don Giussani si sia sgolato per farci capire cosa fosse) a distanza di più di 60 anni è rimasto tale e quale. Preghiamo per i nostri figli e che Cristo ci aiuti.