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LETTURE/ La nostra libertà "malata" di uomini senza padri

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Rembrandt, Il ritorno del figliol prodigo (1666, particolare) (Immagine d'archivio)  Rembrandt, Il ritorno del figliol prodigo (1666, particolare) (Immagine d'archivio)

Non saper o non poter riconoscere nella propria vita quell'Oltre verso cui la nostra libertà di scelta è strutturalmente orientata significa condannarsi a ripetere i gesti senza capire (come recita una nota canzone di Claudio Chieffo) e non è un caso che Risé, nel suo libro, legga in parallelo padre naturale e Padre celeste: perché, se è vero che da questa noia di vivere qualcuno è stato salvato solo dall'incontro con la carne di Cristo nella storia, è anche vero che, per fortuna, ancora ognuno di noi ha un padre che, almeno una volta nella vita, ci ha chiesto di seguirlo sfidando la nostra libertà di scelta con un invito che costituisce ancora l'unica forma di carità possibile a questo mondo e che, perciò, è capace di guarirci dalla malattia psichica dello scegliere senza una finalità.

C'è infatti un grido d'aiuto che sale dalla nostra società, in quanto il modello della libertà intesa solo come arbitrio risulta profondamente disumano non fosse altro che perché l'azione dell'uomo non riesce più ad assumere le caratteristiche della virtù (intesa come disposizione a compiere il bene) e viene ridotto a eco di un irrisorio e ultimamente cattivo "perché no?", di cui Clive Staple Lewis, nell'Abolizione dell'uomo (1943), smascherava il carattere di essere «un potere esercitato da alcuni uomini sopra altri uomini con la Natura a fungere da strumento». Il risultato di questo delirio di onnipotenza, nel quale il "tu puoi" si è trasformato in un "tu devi", è infatti (drammaticamente) la depressione dei più deboli e la cattiva coscienza dei più forti che, pur condividendo e promuovendo quel delirio, continuano tuttavia ad ereditare dalla tradizione i mezzi psicologici per sottrarvisi o, quanto meno, per salvarsi al momento opportuno.

Il libro di Risé costituisce, assieme fortunatamente a contributi anche di altri autori (come quello di Mario Binasco recensito di recente su queste stesse colonne), uno strumento utile perché questo inganno venga smascherato.

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