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LETTURE/ "Tutto il cielo possibile": quando scoprirsi amati cambia davvero la vita

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Ma l'energia per un salto del genere, per amare il passato senza svilirlo a museo, è possibile ad Adele grazie a un incontro casuale, quello con Lorenzo: «Senza di te non ce la farei». È un rapporto vero, e lo si vede dal fatto che lui non sta appena con Adele, ma con tutto il suo mondo: sua madre, la sua casa, il suo passato. E perché non si ferma reattivamente al carattere scontroso di Adele: «non mi chiede tutte le domande a cui ero già pronta a rispondere con un bel “fatti i cazzi tuoi”. Prende atto di come sono e va avanti. Come se gli andassi bene così, stronza così, spigolosa così». Quando lei piange, «anche se l'ha vista, non commenta la mia lacrima». E poco alla volta la conduce non soltanto al di là del presente, ma più in là di se stessa, o meglio nel suo fondo: «ha due occhi che frugano sul fondo dei miei. Chissà cosa vedono? Chissà cosa trovano?». Lorenzo «fa le cose buone senza chiedere il ritorno, non ti presenta mai il conto», e la diffidenza di Adele si sgretola, perché grazie a lui si accorge di essere molto di più di ciò che pensa di sé: «mi scuote di dosso i miei pensieri».

Sostenuta nella sua ricerca, Adele rintraccia qualcosa che si era persa per anni: innanzitutto lo sguardo di sua madre, quella «luce di vita» che ha smarrito ogni giorno, come se la quotidianità con suo marito fosse stata una sorta di «tossico» (mentre proprio il contrario «dovrebbe essere l'amore»: «far brillare gli occhi»). Un giorno la incontra appena dopo il suo parto, «bella come una Madonna di Raffaello», «che canticchia qualcosa di dolce a bocca chiusa» alla sua piccola, e non trattiene lo struggimento: perché «neanche di questo sguardo mi ricordo»

Poi si invola di verità in verità. Perché non solo segue il suo fiuto fino a trovare davvero suo padre. Ma lo ammira come un eroe: essendosi ammalato, infatti, egli ha deciso di sacrificare se stesso per lei: «Non volevo essere un peso». Non finisce qui, però: perché una domenica, pranzando a casa di Lorenzo, conosce suo fratello Martino, down, e allora si accorge senza troppe dialettiche che «il coraggio è altra cosa, Adele! L'amore è altra cosa!», e che «forse avrebbe potuto essere mio padre ed esserci, semplicemente, per dirmi che mi vuole bene, che sono bella, che grazie a me anche una vita a metà merita di essere vissuta». Glielo vorrebbe gridare in faccia, al padre. Solo che la verità mica si sbatte in faccia. Infatti il padre ci arriva al volo, e dopo anni cambia idea, accettando la tracheotomia: «Mi è bastato vederti per capire tante cose…». La vita viene rovesciata non da un cambiamento di opinioni, ma da certi incontri, semplici e immensi, perché segnati dal surplus dell'amore: sono loro a svelare gli innumerevoli «errori di non amore che scopri solo quando ami».



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