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LINGUACCE/ Perché l'italiano ha ancora il complesso dell'inglese?

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Per un senso nuovo occorre una parola nuova e Shitstorm va bene soprattutto perché invita subito a un'interpretazione metaforica. Invece, Scheißensturm potrebbe anche venir presa alla lettera, come concretissima "tempesta di letame" (scherzettino che piacerebbe ai contadini bavaresi: costoro già prendono in giro i mister inglesi, dato che, in tedesco, Mister potrebbe denotare un "addetto" al Mist cioè al letame…). Da questo punto di vista, Shitstorm è un prestito di lusso.

I critici sono indignati non per il letame, ma perché si diffonde il Denglisch, cioè il tedesco con tendenze inglesi. Va osservato che le due lingue hanno notevoli somiglianze strutturali che derivano dalla comune appartenenza al gruppo germanico occidentale. Può darsi che, nei decenni, il costante influsso linguistico dell'inglese determini un parziale orientamento del tedesco verso modelli morfologici e sintattici  tipici dell'inglese. Ma si tratta pur sempre di modelli generalmente germanici, cioè caratteristici di un gruppo di lingue e non dell'inglese soltanto. 

La pratica di difendersi dall'anglicizzazione, ricalcando le voci di matrice inglese con parole "indigene", è diffusa in vari paesi europei e risponde a scelte di "politica linguistica". A dire il vero, così facendo non si sottrae la lingua all'influsso inglese, dato che i significati "inglesi" sono introdotti lo stesso, pur con forme indigene. Come i flussi migratori dei popoli, così gli influssi di altre lingue sono inarrestabili. A fermarli non è la pianificazione dall'alto, ma i mutamenti storici. Oggi vi sono anglicismi. Domani, chissà, vi potrebbero essere ondate di turcismi (turco, kazako…). Del resto, il latino ha lasciato tracce ovunque nelle lingue germaniche, ma queste ultime non sono diventate romanze; sono cambiate, non tuttavia per "colpa" degli influssi di altre lingue, bensì perché il cambiamento caratterizza tutte le lingue storiche. Si vuole "guidare" il cambiamento? Si faccia pure, ma si deve riconoscere che la pianificazione è impresa complessa, che non sempre produce gli effetti attesi. Le lingue cambiano incessantemente – non si possono "fermare" – e gli esiti non sono prevedibili né controllabili. Rudi Keller, grande linguista tedesco, ha elaborato una teoria sulla "mano invisibile" nel cambiamento linguistico. La lingua si sottrae alla "volontà generale" ed è orientata all'ordine spontaneo, caro ai liberali come Friedrich von Hayek.

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