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EUGENIO CORTI/ Quando il dramma dell'uomo avviene in "presenza" di Dio

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Corti iniziò a redigere il memoriale a metà febbraio del 1943, quando era ricoverato presso l’ospedale militare di Merano, e lo concluse, come lui stesso racconta nella Nota conclusiva, l’8 maggio seguente, durante la licenza di convalescenza. Venne l’8 settembre e la conseguente occupazione tedesca: Corti comprese che quel manoscritto di trecento pagine poteva diventare compromettente e volle che fosse avvolto in un telo impermeabile e sotterrato. Passata la bufera della guerra, lo avrebbe disseppellito (era tutto corroso dall’umidità) e battuto a macchina, parola dopo parola, con l’aiuto di una sorella. 

La prima edizione del libro ebbe un prefatore illustre: Mario Apollonio, allora docente e preside di Lettere all’Università Cattolica di Milano, che subito si accorse della grana inconfondibile del giovane allievo: «Lo stile stesso del libro è lo stile di cronaca, l’annotazione di fatti accaduti, semplice e senza nessun ornamento letterario. I fatti sono brutali: fatti degli uomini che hanno superato i limiti della resistenza umana, fatti delle mille maniere di morire: di fame, di freddo, di pazzia, di tradimento, di bestialità, di odio...». 

Un anno più tardi (nel frattempo il libro volava verso la quarta edizione…) Felix A. Morlion, fondatore dell’Università Luiss di Roma, scrisse un’entusiasta recensione sulle pagine de L’ora dell’azione (30 dicembre 1948). Il critico restò conquistato dall’aurea simplicitas di Corti e dalla sua capacità di sondare i cuori anche se immersi in un catino di odio e desolazione: «Man mano che prosegue il racconto spoglio, con brevi frasi, quasi “telegrafico”, comincia a vivere in noi la stessa terribile realtà, l’esperienza degli abissi della miseria, del freddo, della morte. E precisamente perché entriamo nella realtà di questi giorni smisurati, entriamo nel vero della vita umana che tocca l’infinito come una cosa reale. C’è l’infinita tenerezza del cuore umano che delicatamente, ma ineluttabilmente attinge in pieno orrore alla grande unità sopranazionale della famiglia umana: “Un ragazzo russo..., ridotto a un pezzo di ghiaccio... il viso grassoccio rivolto al cielo con gli occhi aperti e resi di cristallo dal gelo... pareva lanciasse un grido di estrema protesta contro l’inumana mostruosità della guerra. In lui mi parve di vedere tutto il popolo russo, che da tanti anni soffre di dolori senza nome. Povero piccolo soldato russo!”. Ed in mezzo a tutto questo c’è la presenza suprema, la realtà delle realtà: Dio».

Le opere di Corti sono ormai tradotte in tutto il mondo. Se c’è un Paese però, oltre all’Italia, che ha dimostrato una dedizione totale (di critica e di pubblico) all’autore del Cavallo rosso, questo è la Francia. 



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COMMENTI
02/07/2013 - Lo strazio Paterno e la libera scelta del Figlio! (Silvano Rucci)

Anche la morte del Cristo è avvenuta alla "presenza" di Dio Padre ed è inconfutabile che non ne abbia sofferto fino a viverne tutto lo strazio Paterno di fronte alla libera scelta del Figlio. Cristo ha voluto sconfiggere il male attraverso l’Amore e soltanto per Amore verso noi uomini, a vantaggio di tutta l’umanità, passata, presente e futura. Cristo questo strazio lo ha voluto sopportare fino a morire, dimostrandoci a tutti che all’Amore immenso, sovrumano come quello del Padre per le sue Creature, ci si può aspirare soltanto ed unicamente tramite la nostra libertà di scelta. Con decisioni prese in tutto l’arco della nostra vita, che sarà fatta di scelte responsabili usando la nostra piena libertà! Dio Padre ci ha creati per arrivare al Suo Amore e ci lascia “liberi” di fare sia il Bene che il Male che tutti siamo in grado di discernere responsabilmente. Dio Padre evidentemente non può mettersi ad amare anche per nostro conto, pretenderemmo troppo! Suo Figlio però lo ha volontariamente fatto ed ancora oggi lo fa! Cerchiamo di capire come e con l’aiuto di chi, se non attraverso la Terza Persona che è Amore Puro, cioè lo Spirito Santo! Dio è Trinità e non è Uno che sta solo a guardare ciò che accade, per farci evitare il nostro male che accade! Egli attende una risposta personale ed il nostro ritorno, immersi nello strazio che noi abbiamo scelto pur conoscendo il male!