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25 LUGLIO 1943/ La "sfiducia" di Mussolini e l'inganno del re

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(Immagine d'archivio)  (Immagine d'archivio)

Liberato il 10 settembre, dopo la presa di Roma ad opera dei tedeschi, si recò a rapporto da Mussolini alla Rocca delle Caminate subito dopo la costituzione della Rsi per consegnargli un rapporto su quanto aveva fatto subito dopo la seduta del Gran Consiglio. Nel rapporto scrisse di non avere preso alcuna iniziativa, quella notte, perché – testualmente − "non volli dare inizio ad una guerra civile". 

Era evidente, infatti, che Carabinieri e Forze Armate avrebbero ubbidito al Re e non a lui. Non risulta che Mussolini abbia avuto alcunché da rimproverargli: condivideva il suo punto di vista. Galbiati non volle cariche nella Repubblica di Salò. Si ritirò a vivere a Bordighera, rifiutò ogni proposta di scrivere libri o memoriali e morì all’età di 85 anni.



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