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DATAGATE/ La lezione di Edward Snowden alla "cattiva" libertà degli Usa

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Anche se costituisce il comportamento tipico di tutti gli imperi, è chiaro che l'orologio statunitense è indietro: come sostiene Jorge Castro, il mondo del XXI secolo non si può dominare, lo si può solo guidare. E questa guida non sarà monocratica degli Usa: la Cina sta attenuando le sue politiche protezionistiche e di svalutazione permanente dello yuan per iscriversi e giocare definitivamente tra i grandi del pianeta.

Quantunque gli Stati Uniti continuino a essere simbolo di legittimità istituzionale, accreditata da più di 230 anni di democrazia, e la produttività della loro economia continui a dimostrarsi solida malgrado la crisi eccezionale, rimane chiaro che in un'economia globalizzata, in cui uno starnuto in un angolo del mondo può provocare l'influenza dall'altra parte del globo, la governabilità dell'ordine mondiale non può che basarsi su una complessa architettura politica, le cui basi non sono state ancora esplicitate in questo periodo di indiscussa transizione storica. Il G20 e il Bric dimostrano che viene messa in discussione una leadership politica degli Usa concepita in solitudine,  o in compagnia dei soli alleati europei.

Inoltre, il caso Snowden rivela tre problematiche, come minimo, che la società mondiale deve affrontare: la prima è la governabilità del sistema globale, come si è già cercato di spiegare; la seconda, strettamente legata alla prima, è che alla globalizzazione culturale ed economica deve seguire anche una globalizzazione del diritto.

L'internazionalizzazione della giustizia penale, con la costituzione della Corte penale internazionale, non corrisponde pienamente a questa esigenza, dato che è più legata a fatti come la violazione dei diritti umani, al terrorismo di Stato e ai crimini di lesa umanità come conseguenza diretta degli orrori della guerra, di cui la società internazionale ha preso coscienza a partire dalla fine della seconda guerra mondiale.

La Corte ha gravi problemi di funzionamento e di concezione giuridica a causa delle interferenze politiche degli Stati potenti, come risulta dalla meticolosa analisi condotta da Danilo Zolo in La giustizia dei vincitori, da Norimberga a Bagdad. Ciò di cui si parla qui è il necessario rinnovamento del diritto internazionale (non solo in materia penale), affinché le garanzie costituzionali riconosciute alla persona a livello locale lo siano concretamente anche a livello globale. Anche se è argomento di un'analisi complessa da condurre separatamente, la recente visita di papa Francesco a Lampedusa è in linea diretta con questa urgente esigenza di globalizzazione del diritto.



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