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SPILLO/ Così il turbocapitalismo ci ha ridotti sul lastrico

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Si è così agevolata la costruzione dell'economia del "capitalismo-gioco", l'economia "dei lupi e delle volpi", delle "spallate furbe", delle ricchezze improvvise, del liberismo selvaggio e senza regole che ha come riferimento "etico" il massimo profitto possibile "tutto e subito". È questa l'economia delle scommesse sui derivati che sganciandosi, quasi totalmente, dalla realtà quotidiana e dalle necessità che questa esprime, si è trasformata in un'economia meramente virtuale che ha avuto la forza di far passare come "novità" vecchi espedienti per far soldi "senza sudore", ma soprattutto senza alcuna remora morale.

In questa maniera si sono strozzate e distrutte molte imprese dei mercati reali, quelle ove il capitale e il lavoro producono insieme i beni e i servizi necessari alla quotidianità delle popolazioni e, contemporaneamente, si sono generati livelli di disoccupazione sempre più alti, si è accentuata e moltiplicata la povertà, ma soprattutto si sono "educate", convincendole, intere generazioni che questo è l'unico modo di fare economia perché il vero potere è nella finanza e nella sua gestione capitalistica.

(1− continua)



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