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PAPA/ Barcellona: ecco perché Francesco ha scelto la "carne" degli ultimi

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Francis Bacon, Studio di George Dyer (1970) (Immagine d'archivio)  Francis Bacon, Studio di George Dyer (1970) (Immagine d'archivio)

Dal messaggio che ci è stato trasmesso dai Vangeli si può riscoprire la forza dell'amore: Gesù, trovandosi di fronte gli uomini sofferenti si commuove nelle viscere (Matteo 14,14); Gesù, smontato dalla barca vide una gran folla. Gli si mossero le viscere e guarì gli ammalati. (Matteo 15,32); Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli disse: mi si muovono le viscere per questa folla poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. Non voglio mandarli digiuni affinché non vengano meno per strada. Collocarsi dalla parte delle vittime, sperimentarne la sofferenza, significa porre fine alla storia di una forza che conosce solo il dominio e la volontà di potenza. Gesù Cristo si oppone alla sofferenza e all'ingiustizia tramite la partecipazione al dolore umano degli oppressi; solo ponendosi con uno sguardo nuovo di fronte all'esplosione della realtà, sentendone fin nelle viscere il dolore profondo, ci si può aprire alla verità. 

Se il tempo della fine si è consumato, questo è il tempo in cui va detta la parola "giusta"; Papa Francesco se ne fa portatore con un linguaggio immediato, biblico e innovativo al tempo stesso. Le sue parole e i suoi gesti sono assolutamente dirompenti, poiché stabiliscono una nuova forma di comunicazione, semplice e diretta, che supera le distanze del linguaggio teologico e filosofico. 



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