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LUMEN FIDEI/ Prades: la fede è un dono che ha "bisogno" degli uomini

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Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)  Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)

A ben guardare, l’alternativa contenuta nella sua domanda è estranea all'esperienza cristiana. È il frutto di una separazione tra fede e ragione che si è consumata in occidente negli ultimi secoli, per la quale esse sono concepite come estranee l’una all’altra. La fede sempre viene da un altro: l'iniziativa è di Dio, ma anche la nostra risposta è resa possibile da quel dono, dalla sua presenza in noi, che suscita la nostra risposta. 

Ci spieghi meglio questo punto.
Non c’è una proporzione inversa − più dono, meno libertà −, ma una proporzione diretta: la sovrabbondanza di dono rende possibile e più facile la risposta libera. Si potrebbe documentare per analogia anche sul piano dell’esperienza elementare di ogni uomo: quanto più un amore è intenso, inatteso, commovente, tanto più siamo capaci di mobilitare la risposta. La Sua iniziativa ci precede sempre e rende possibile la nostra! Non a caso l'enciclica accosta molto la fede sia alla verità che all'amore.

Nell'enciclica ricorre 23 volte la parola "cuore". Che significato ha questo termine a proposito della fede?
L'enciclica è precisa nell'usare il termine "cuore" in senso biblico, che non ha nulla a che fare con una riduzione sentimentale del cuore come di solito è operata nella letteratura o nel senso colloquiale del termine. Cuore è l'io umano nella sua integralità e nell'unità di tutti i suoi dinamismi affettivi, volitivi e cognitivi. Il cuore è la vera sede del dono di Dio, che tocca il profondo dell'uomo interessando tutta la sua persona.

Nell'introduzione si legge che la cultura contemporanea ha relegato la fede nel "buio", opposto alla luce della ragione. "La nostra cultura ha perso la percezione di questa presenza concreta di Dio, della sua azione nel mondo". Esiste una strada per riscoprire la fede oggi?
Sì. Poiché la fede è un dono, la strada per riscoprirla è imbattersi in un incontro gratuito con una Persona, in un avvenimento. La fede non è prodotto di fattori antecedenti, ma è dono di Dio in senso "puro": l'uomo non può, per così dire, costruire una scala che pian piano lo porti fino al possesso del Dio vivo e vero. Finché Cristo non si dona, rendendosi nella comunità cristiana presenza umana per l'uomo, non c'è strada alternativa che renda possibile la fede cristiana. 

C’è però una disposizione dell'uomo alla verità.
C’è nell’uomo un insieme di esigenze e di evidenze creaturali che rendono più facile riconoscere ed accogliere il dono nella sua vera portata. Se c’è una strada alla fede è quella dell'imbattersi nell'incontro con Gesù con la semplicità di cui parla il Vangelo, con un cuore di bambino.

Nella Veglia di Pentecoste (18 maggio, ndr) a chi gli chiedeva come aveva potuto raggiungere nella sua vita la "certezza sulla fede", Francesco ha risposto "è stata sopratutto mia nonna (…) che ha segnato il mio cammino di fede". Altri che l'hanno ricevuta in questo modo, però, l'hanno perduta.



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