BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LUMEN FIDEI/ Prades: la fede è un dono che ha "bisogno" degli uomini

Pubblicazione:

Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)  Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)

Poiché viene da fuori di me, la fede è intrinsecamente legata ad un rapporto, perché è in un rapporto che avviene un dono tra persone. Il Tu di Dio − e questo è il genio del cattolicesimo − ci raggiunge attraverso dei tu umani. L'esempio del Papa è calzante perché dimostra che tutti abbiamo avuto bisogno di un testimone, uno che vivendo in prima persona la fede ha reso possibile per noi l'adesione personale al dono di Dio. Questa trama di rapporti che costituiscono il mondo della vita è l'alveo attraverso cui ci arrivano tanti beni, tante conoscenze, tanti benefici per la nostra vita, e Dio si è voluto piegare a quello stesso metodo per comunicarsi, attraverso i testimoni. Con grande scandalo di tanti; eppure è il metodo che ha scelto Dio.

Perché Maria è "icona perfetta della fede"?
Perché in Maria si realizzano in pienezza tutte le dimensioni della fede. Per esempio, la dimensione storica: è figlia di Sion, cioè si inserisce nella tradizione dei "giusti di Israele", coloro che attendono il compiersi della promessa di Dio; oppure la dimensione esistenziale, perché lei ha accolto il dono dell'Altissimo nella pienezza della sua umanità, come nessun altro può fare. È stata a tal punto graziata dal dono divino, che in lei la libertà come adesione è stata pura.

Cosa vuol dire?
Che in lei dono e libertà si compiono reciprocamente. È qui che si vede il superamento di quella contrapposizione di cui si parlava prima. La Madonna è colei che ha ricevuto un dono superiore a chiunque altro, il Dono più alto che si possa avere. Per questo è colei che è stata in grado di dare la risposta più personale è più integralmente umana a Dio che si possa immaginare nel mondo.

Dove sta la novità di questa prima enciclica di papa Francesco?
È una bellissima sintesi sulla fede, che fa tesoro di quanto proposto nei documenti del Concilio e nelle encicliche di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Adesso per la prima volta abbiamo un insegnamento sistematico del magistero sulla fede. In secondo luogo, è netta la scelta di privilegiare la dimensione di accesso alla verità propria della fede, mentre a volte si sottolinea di più l'oscurità della fede o il non vedere. Nell’enciclica la fede è soprattutto un vedere, è essa stessa una luce che illumina la ragione e rende possibile conoscere la realtà. Questo ha poi, in terzo luogo, un dispiegarsi sacramentale ed ecclesiale, con delle conseguenze decisive per la vita personale e sociale, ma è un tema che richiederebbe ulteriori approfondimenti.

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.