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Internet / I "bot": utenti artificiali per influenzare la vita reale

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E' da quando è nato internet che esistono programmi robotici, in inglese "bots", che cercano di passare per esseri umani.

Tanto per fare degli esempi sono quelli che ti danno il benvenuto quando accedi ad una chat, o quelli che inviano mail per incoraggiarti a comprare farmaci illegali o proporti lavori da casa...

Ora si è fatto un ulteriore passo avanti, creando i "socialbots", come ampiamente descritto in un articolo del New York Times di questi giorni. Si tratta di programmi in grado di inviare tweet e pubblicare post.

Sono organizzati secondo un ritmo sonno-veglia per renderli più credibili e i loro account di Facebook, Foursquare e altri social sono coordinati per dare l'idea di una persona reale che pubblica eventi correlati tra loro. 

I "socialbots" sono stati creati con diversi scopi: influenzare le elezioni e la borsa valori, attaccare i governi e flirtare con le persone, o tra di loro. ad esempio, per irritare gli avversari, un ideatore di software australiano ha creato un "bot" che risponde automaticamente ai tweet che negano l'esistenza di un cambiamento climatico in atto, pubblicando argomentazioni contarie e link a studi scientifici reali. 
Il mese scorso due scienziati dell'Università di Ouro Preto in Brasile, hanno confessato che Carina Santos, una giornalista molto seguita su Twitter, era in realtà un bot creato da loro. Due siti specializzati nel valutare la popolarità degli utenti sul web, hanno rilevato che Carina aveva più potere in internet di Oprah Winfrey. 

Il fenomeno è enormemente diffuso, tanto che l'anno scorso solo il 35% degli utenti di Twitter era costituito da persone reali, e nel giro di due anni c'è da aspettarsi che il 10% dell'attività sul web sarà generata dai bot anziché da persone in carne ed ossa. 



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