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PAPA/ Barcellona: ecco chi vuole "trascinare" Francesco in politica (ma non vi riesce)

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Papa Francesco (InfoPhoto)  Papa Francesco (InfoPhoto)

Una società che, come sosteneva Alfred Sohn Rethel, ha il denaro come unico principio di sintesi sociale – L'apriori in contanti – o che, come afferma Vittorino Andreoli, ha il denaro nella mente, non può che estenuarsi in una quotidianità insignificante. Se gli individui sono sempre più esposti alla paura di non sapersi dare una ragione per vivere, e attraversano continue esperienze di sofferenza, ciò ha a che vedere con questo modo di essere della società.

Rendersene conto significa anche avere un atteggiamento diverso rispetto alla crisi che sta attraversando il mondo occidentale: la svalutazione del valore del lavoro umano, il deperimento dei luoghi di socializzazione tradizionale, la dissoluzione della famiglia, l'imperativo dell'efficienza economica, l'assunzione del denaro a misuratore dell'esistenza, non sono accidenti secondari nella storia dell'umanità, che riguardano soltanto la contingenza del momento presente, ma indicatori di una più complessa e articolata relazione tra ciascun individuo e il mondo. Gli esseri umani non sono soltanto biologia, ma non sono neppure soltanto società; ciò che ciascuno sperimenta nella propria vita è un bisogno di relazione affettiva che trascende le circostanze contingenti, per aprire lo stare al mondo al confronto con l'infinito.

La sofferenza umana lega indissolubilmente la storia di ciascuno al senso dello stare al mondo e della destinazione di tutti gli esseri umani di fronte all'inevitabile percezione della caducità e della mortalità di tutto ciò che siamo e di tutto ciò che ci sta di fronte. In un tempo che è drammaticamente esploso, assumere come principio la comprensione della sofferenza è l'unica irriducibile possibilità, che trascende persino il pragmatismo empirico del rimedio, per aprire ad una nuova speranza. La scelta non è affatto tra una visione più o meno democratica del katéchon: è necessario sottrarsi ad una visione della religione come codice, poiché solo l'irruzione di forme non riducibili può creare una visione del mondo altra.

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