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IL CIELO IN UNA STANZA/ Perché da casa Chesterton si vede il mondo intero?

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Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) (Immagine d'archivio)  Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) (Immagine d'archivio)

Chesterton dice insomma che il modo più umano di spendere la propria vita è portare il mondo in una stanza, non per rinchiudercelo come fanno le ideologie con i loro schemi astratti e precostituiti, ma nel senso di dilatare casa propria (e la propria mente) alle dimensioni del mondo.

Il passo da "il mondo in una stanza" a "Il cielo in una stanza − Benvenuti a casa Chesterton" è stato allora breve.

La mostra è in fondo un'intrusione semi-autorizzata in casa Chesterton, riprodotta secondo la sua facciata originale nei padiglioni della Fiera di Rimini: lo studio, il salotto, la camera da letto, la cucina, il bagno, la cantina e il giardino. Passando di stanza in stanza incontrerete il suo mondo: la sua passione per i duelli intellettuali, il suo senso dell'amicizia anche per il nemico, la sua idiosincrasia per tutto ciò che diventerà politicamente corretto, il suo amore per la moglie Francis, lo stupore per l'essere, il realismo al limite del materialismo più prosaico, le sue poesie, la sua venerazione per la ragione e la fantasia, i suoi paradossi, padre Brown, la "follia" di san Francesco d'Assisi e il rigore logico di san Tommaso d'Aquino, il furore terrorista degli anarchici dell'Uomo che fu Giovedì e la forza rivoluzionaria "dell'unica religione in cui Dio per un istante è stato ateo".

Ne uscirete forse frastornati. All'esterno della casa potrete trovare l'Osteria volante  (titolo di un suo fortunato romanzo contro il proibizionismo alcolico di un'Inghilterra invasa dai musulmani), un carretto di mescita di birra alla spina prodotta da un monastero di monaci che si professano "chestertoniani". Prosit.


PS. Ho dimenticato di dirvi che di quella mostra sono il curatore insieme ad Annalisa Teggi (traduttrice di "Manalive", a Gloria Garafulich (editore della Chesterton Review, il giornale del Chesterton Institute for Faith & Culture), ad Andrea Monda (ex bancario, professore di religione, animatore culturale, scrittore, insomma: chestertoniano) e a Edoardo Rialti (professore di letteratura inglese, traduttore e saggista, autore di una "chestertoniana" in diciassette puntate sul Foglio).



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