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ARMENIA/ Un itinerario di bellezza e memoria nella culla del cristianesimo

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Un monastero in Armenia (Infophoto)  Un monastero in Armenia (Infophoto)

L'ospitalità di questo popolo è leggendaria. Pari alla sua forza straordinaria, al coraggio e alla fede. Si fa il pane fino a sera e le strade profumano. Karabakh è Armenia, primo paese al mondo che ha fatto della fede cristiana la religione di Stato, quella che ha tenuto insieme per oltre duemila anni tutte questi genti già dal 70 dopo Cristo. Indimenticabile il monastero di Dadivank, fondato da un allievo dell’apostolo Taddeo, rimasto nell’ombra della storia, avamposto cristiano in terre perdute, protetto da una fitta foresta che lo ha inghiottito per secoli. Tanti sono stati gli invasori e gli usurpatori a passare in queste montagne lungo il fiume dei secoli, ma questa gente è sempre rimasta qui, attaccata alla sua terra, generazione dopo generazione, in mezzo ai laghi alle foreste ai torrenti alle vallate di grano e alle vigne, con le aquile, i falchi, le cicogne, greggi infinite di pecore, cavalli selvaggi e le mucche che tornano a casa da sole la sera, camminando tranquille in mezzo alla strada.


SAN LAZZARO DEGLI ARMENI, VENEZIA - L’Armenia fuori dall’Armenia si trova in una minuscola isola nella laguna di Venezia. All’entrata dell’isola di San Lazzaro, accoglie il visitatore, unica costruzione dell’isola, il monastero dei Padri Mechitaristi e, circondata da melograni, una croce di pietra vulcanica, simbolo dell’Armenia, della sua fede e della sua storia. Una storia scolpita sulla roccia dei cuori e delle menti. San Lazzaro è una viva scintilla, un genuino germoglio di quella storia e cultura. È lo sforzo di un minuscolo gruppo di monaci che, su ispirazione divina e sotto la protezione della Santa Vergine Maria, ebbe l’idea di creare una Patria virtuale, di tessere per mezzo dei manoscritti e della memoria di intere generazioni l’odissea del proprio popolo che, anche se lontano dalle terre native, continua a portare nel cuore la propria Patria, essi stessi a loro volta Patrie itineranti. Chi visita San Lazzaro scopre proprio questo spirito, scopre l’Armenia, la sua tormentata ma ricca e dignitosa storia. San Lazzaro è il ponte tra Occidente ed Oriente, è un angolo dell’Oriente annidato nelle acque della Laguna della Serenissima. Serenissima: nome emblematico di una Repubblica sempre in movimento, in espansione e contrazione sino ad essere schiacciata dal concorso di grandi imperi. Solo fisicamente, però: Venezia, come l’Armenia, seppe rimanere a galla delle acque burrascose della storia per trasmettere un messaggio all’intera umanità; un messaggio di storia positiva, di cultura e specialmente della propria fede, a sostegno di valori imperituri.

 

LA MOSTRA OMONIMA - La mostra è corredata da un catalogo (con lo stesso titolo) di 96 pagine, formato 17x24 cm., anch'esso diviso in tre parti: Armenia - Karabakh - Isola di san Lazzaro, Venezia. Prezzo di copertina 15 euro. Apre con le fotografie fatte in Armenia, compreso un testo che è la storia della cristianità scritta da Pietro Kuciukian, console onorario d’Armenia a Milano. La seconda parte è dedicata al Karabakh con la maggior parte delle immagini e alcune poesie armene curate da Antonia Arslan. La terza parte è dedicata all'Armenia fuori dall'Armenia e cioè all'isola di San Lazzaro a Venezia con scene di vita quotidiana dei monaci e dei diaconi armeni che studiano nel monastero. Accompagna un testo di Padre Abate Elia.



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