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ANTICIPAZIONE/ Buccellati: c'è un Impero assiro che vuole soffocarci

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(Immagine d'archivio)  (Immagine d'archivio)

L'impero non è mai riuscito a incorporare sistemi che non siano già statali. Lo stato è un sistema che può essere integrato sistemicamente in un altro stato, ma gli elementi che non hanno una loro struttura statale e quindi una configurazione simile sono esterni alla penetrazione e all'assorbimento ed è una illusione quella di cercare di farlo.

Sembra di passare con un balzo dalla Mesopotamia al mondo odierno.
Certamente. È la lezione, per esempio, del terrorismo di oggi. Dove le strutture statali non esisitono l'impero deve fermarsi: esse non a caso vengono considerate come qualcosa che illusoriamente non esiste. L'impero assiro si è esteso fin dove esistevano altri stati, ignorando le tribù che stavano al di fuori di esso. Saranno proprio queste a causarne la fine.

Lei ha fatto l'esempio del terrorismo. Siamo in presenza di un fenomeno analogo?
Devo premettere che queste sono considerazioni che esulano dalla mia disciplina. Ma a me sembra di poter dire che oggi che siamo in presenza di qualcosa di molto simile. Fenomeni come il terrorismo, i cosiddetti "stati-canaglia" o il terzo mondo − cose per una altro verso diversissime tra loro − stanno a significare che siamo impotenti a integrare le loro forme. Li combattiamo o ci relazioniamo ad essi in modi che sono politicamente o culturalmente asimmetrici e inadeguati. Cosa vuol dire infatti "capire" il terzo mondo? Temo che significhi per lo più una cosa: interpretarlo con i nostri schemi e perciò distruggerlo.

Invece?
Invece occorrerebbe avere più coraggio dei propri principi: se sono validi, se la civiltà è valida, essa si farà apprezzare e sarà capace di accettare differenze strutturali che possono contribuire al suo stesso allargamento. L'alternativa invece è quella di esportare un modello unico e imporlo. Credo che uno dei motivi per cui il mondo islamico sta diventando sempre più radicalizzato è il fatto che vede un'enfasi sull'efficienza e sul diritto di proprietà concepiti in modo religioso, totalizzante.

In cosa consiste allora l'"emergenza uomo"?
Nell'accettare l'aspetto sistemico della società come il solo ed esclusivo: l'uomo sta naufragando perché si disconoscono i valori fondamentali della sua umanità. L'umano tanto più si arricchisce quanto più si immedesima con nuove potenzialità che allargano, invece di soffocare, la sfera del personale.

(Federico Ferraù)




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