BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

HAVEL/ L’Ambasciatore ceco: il suo "dissenso" può cambiare l’Europa di oggi

Pubblicazione:

Vaclav Havel (Immagine d'archivio)  Vaclav Havel (Immagine d'archivio)

È chiaro che Václav Havel si rendeva conto molto bene di questa differenza, ma penso - e la mia esperienza personale lo conferma - che anche come Presidente della Repubblica egli ha cercato di agire sempre in modo libero e responsabile. È ovvio che nel periodo del dissenso il suo ruolo in questo senso era agevolato, ma anche in quelle circostanze ha fatto di tutto perché nell’ambito del movimento dissidente avesse luogo sempre una discussione libera e democratica. Come Presidente, e cioè funzionario costituzionale, il cui ruolo è determinato dalla Costituzione del Paese, egli doveva cercare spesso i compromessi, ma negli affari fondamentali non ha mai rinnegato le proprie convinzioni. In moltissimi temi Václav Havel, come Presidente, ha promosso le proprie idee e le forti convinzioni che ha maturato durante il dissenso. Si trattava innanzitutto della difesa dei diritti umani in tutto il mondo.

 

La forza del pensiero di Havel non stava nella scientificità delle analisi o nella esattezza delle soluzioni, ma nella capacità di mettere in moto la responsabilità di ciascuno, a prescindere dal ruolo che svolge. Che frutti ha dato questa rivoluzione del pensiero politico nella odierna Repubblica Ceca?

Nella nostra storia Václav Havel non è stato l’unico Presidente, chiamato filosofo, pensatore, autorità morale. Il suo grande modello, quello al quale spesso si riferiva, è stato il primo Presidente, fondatore della Cecoslovacchia T. G. Masaryk. Anche per questo motivo, la funzione del Presidente della Cecoslovacchia e più tardi della Repubblica Ceca ha goduto di grande fiducia e profondo rispetto. Il Presidente è stato percepito come qualcuno che oltrepassava la politica quotidiana e cercava di determinare, di tracciare la futura prospettiva ovvero strategia dello sviluppo del Paese. Per entrambi i Presidenti, Masaryk e Havel, è stata molto importante la dimensione morale della politica. Per di più entrambi venivano percepiti all’estero con grande positività e profondo rispetto. È davvero difficile capire fino a che punto tale tradizione o lascito sono penetrati nella società ceca. Nonostante ciò è curioso vedere che al lascito di Havel si accostano sempre più i giovani, che spesso cercano personalità, che sentono vicine o che parlano loro.

 

Havel fu un grande assertore dell’Europa. Ma l’idea di Europa di oggi è molto distante da quella di Havel. Cosa possono fare gli europei per colmare questo vuoto?

Recentemente è uscita in lingua italiana una selezione di cinque significativi discorsi europei o piuttosto saggi politici che Václav Havel aveva scritto e pronunciato nella metà degli anni ‘90. Vi trattava appunto il tema dell’Europa o più precisamente dell’Unione europea. Ho avuto la possibilità di scrivere una prefazione a tale opera e così ho avuto l’occasione di rispolverare alcune opinioni che Havel spesso esternava. Devo dire che sono rimasto sorpreso che anche in questi vecchi testi, scritti quasi 20 anni fa, vi siano numerose idee e temi che potrebbero essere interessanti e stimolanti per i politici o pensatori europei d’oggi.

 

Ci spieghi meglio.

Václav Havel non percepiva mai l’unificazione europea come un progetto il cui percorso era stato stabilito una volta per sempre e non lo considerava per niente un progetto solo economico. L’Europa unificata, l’Unione europea, significava per lui un processo in continua evoluzione che dovrebbe offrire a tutti i paesi le medesime possibilità di avere il proprio ruolo, di esprimersi, di realizzarsi. Percepiva con forza le fondamenta su cui è costruita l’Unione europea, e cioè i valori comuni europei, formatisi per secoli, che sono per l’Europa di vitale importanza. Certamente è possibile cercare di creare per quanto possibile la migliore struttura economico-politica dell’Ue, ma non dobbiamo dimenticare i nostri valori comuni spirituali e altri, ivi compreso il tema dei diritti umani, della libertà, della democrazia e del rispetto degli altri. Una grande importanza rappresentava per Havel anche il fatto di preoccuparsi per gli altri, vuol dire di non chiudersi all’interno di un Paese o di una Unione, ma di essere aperti nei confronti degli altri, e di assumersi la propria parte della responsabilità per tutto ciò che succede nel mondo. Tutti questi sono temi che, con tutti i problemi di carattere economico, non vanno dimenticati.

 

(Francesco Inguanti)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.