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IDEE/ Dal web ai consumi, tutti gli strumenti dell’intercultura

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In questo caso non ci sono esempi di esperienze dirette positive da portare, ma l'analisi ci conduce a riflettere sulla potenzialità ed anche la responsabilità che questi luoghi hanno nei confronti dei più giovani per proporre modelli educativi validi che non siano semplicemente ispirati al consumo, ma che attraverso il consumo possano favorire il dialogo e il confronto. Non poteva poi mancare il web. "Le seconde generazioni - dice Mariangela Giusti - sono protagoniste in diversi portali: www.secondegenerazioni.it, www.associna.com sono strumenti di vita e di cultura". In particolare se parliamo del sito creato dai figli di immigrati cinesi, risulta evidente tanto la voglia di recuperare la tradizione (non vissuta direttamente) del proprio Paese, quanto quella di forgiare una nuova identità che sia tanto italiana quanto cinese. Ecco allora che Internet si trasforma in un mezzo di comunicazione di elevatissima potenza con un impatto virale assolutamente positivo sull'intera comunità in senso bidirezionale. Un altro esempio efficacissimo, è Crossing Tv, una web tv creata da una redazione interculturale di ragazzi tra i 16 e i 25 anni avviata a Bologna nel 2008 con la volontà di superare gli stereotipi tradizionali e i pregiudizi attraverso la conoscenza. Per chi ama la carta stampata invece, "Yalla Italia" è un mensile con "l'obiettivo di dar forma alle seconde generazioni e di creare un ponte tra la società italiana e la cultura araba...abbattendo il punto di vista diffuso che individua come caratteristica portante dell'identità musulmana quella di essere estremista". Questa rapida carrellata cosa ci dice? Che c'è tanto da fare. Che possiamo usare tutti gli strumenti culturali che abbiamo, in base alle nostre affinità o competenze, per trovare luoghi (musei o centri commerciali), modi (reali o virtuali), tecniche (la carta o la web tv) per favorire il dialogo e per far diventare sempre più l'intercultura parte della nostra cultura. L'unico peccato mortale sarebbe l'immobilismo o l'indifferenza.



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COMMENTI
24/08/2013 - commento (francesco taddei)

cominciamo a mettere l'Italia al centro e non le rivendicazioni sindacatotribali. mettiamo al centro la storia comune, un'integrazione che deve portare i migranti ad acquisire la cultura italiana e non gli italiani ad essere più africani. cominciamo a dire che la nostra lingua è violentata dai nostri giornalisti e da noi gnuran dialettosi e che l'europa considera 3 lingue utili per 27 paesi. cominciamo a pensare all'insieme e smettiamola di dividerci. il bene comune è fatto dalla rinuncia di un pezzo delle cose personali. cominciamo a dire che l'interesse nazionale è una bestemmia in italia e sacrosanto in tutti gli altri paesi del mondo.