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CRISTIANOFOBIA/ Quel totalitarismo laico che “perseguita” la Chiesa di Roma

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In un recente incontro, Papa Francesco ha stigmatizzato umoristicamente coloro che nella Chiesa venerano la «dea lamentela» e non cessano di mormorare e brontolare sulla cattiveria dei tempi che corrono. D’altro canto la stessa liturgia cattolica invita tutti i cristiani a «riconoscere i segni dei tempi» e quindi a non trascurare l’esercizio del giudizio sulla storia in atto. È proprio seguendo questo invito che intendiamo richiamare l’attenzione su una linea di tendenza esplicitata anche dal Cardinale Angelo Scola nel suo ultimo libro Non dimentichiamoci di Dio, dedicato alla libertà religiosa. Proprio dalla culla anglosassone del mondo liberale si levano sempre più acute e più numerose le voci di tradimento. Si parla di «mito della tolleranza laica» (J. Coffey), di «tirannia del liberalismo» (J. Kalb), di «intolleranza dei tolleranti» (D. Carson), di «emergenza di una nuova religione» laica (H. London) e addirittura di «epoca secolare» (C. Taylor), di «storia di una buona idea finita male» (A. Dacey) e così via di seguito fino a prospettare un nuovo totalitarismo laico (secular) non vagheggiato, ma in atto nella società inglese e nordamericana presente.

Controprova: «lo scandaloso silenzio» dei media occidentali su eclatanti casi di persecuzione dei cristiani nel mondo che Rupert Schortt ha messo in evidenza nel suo, fresco di stampa, Cristianophobia. A Faith under Attack. Di che cosa si tratta? Qual è il fenomeno che si evidenzia e che anche nell’Europa continentale da anni sta mostrando le sue unghie? Sembra trattarsi di una mutazione del liberalismo classico e dell’idea di tolleranza da esso sviluppatasi. Ma è proprio così? Ci sono due dati che possiamo utilmente richiamare alla memoria. Il primo è l’atto di supremazia di Enrico VIII e il secondo è l’idea di “tolleranza” che si sviluppa a partire dalla pace di Westphalia e che viene rigorizzata in particolare dal pensiero politico liberale inglese.

L’atto di supremazia pone il potere politico al di sopra della Chiesa, svuota la Chiesa della sua autorità propria, distinta da quella politica, divide il cristianesimo in due, demonizzando come inaccettabile la parte di esso che non accetta la subordinazione da esso imposta. Di qui la persecuzione sistematica dei cattolici, a partire da Tommaso Moro e Giovanni Fisher, che dal 1535 fino alla fine del XVII secolo, saranno impiccati alla forca di Tyburn (Londra). L’idea di “tolleranza” che prende forma dalla guerra delle divisioni successive è un paradigma secondo il quale il soggetto dominante, sotto ogni aspetto, è quello politico. Se ci si chiede: tolleranza di chi? La risposta è: del centro del potere politico.



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