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IDEE/ Orwell (1984), Obama e la democrazia del "mi piace"

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È così nata la neuroscienza sperimentale, cioè lo studio sistematico, su basi neurologiche, dei principali meccanismi cognitivi fino ad oggi postulati su basi puramente comportamentali. Di conseguenza neuroscienze e scienze comportamentali e cognitive si muovono parallelamente integrandosi a vicenda. In sintesi la neurologia sta proseguendo nell'analisi del cervello finalizzata alla comprensione più completa del pensiero e del comportamento umano. Si riesce, quindi oggi, ad osservare, nell'attività comportamentale psicologica la componente "affettiva-irrazionale" e automatica e quella "cognitiva-controllante".

Non deve sfuggire la notizia degli ultimi giorni, la dichiarazione del presidente Obama in merito ai notevoli investimenti stanziati dal Governo statunitense nella ricerca neurologica. Certo, questi investimenti a scopi medici – scientifici, possono avere anche ricadute nelle metodologie di condizionamento del cervello e del suo comportamento. Ecco quindi, che si impone una riflessione etica: la necessità di evitare l'utilizzo dei risultati ottenuti per condizionare e manipolare l'opinione  ed il consenso pubblico, palesando una democrazia nella rete, ma  in realtà, costruendo un Grande Fratello, quale descritto da G. Orwell. 

Il rischio quindi è di un controllo del cervello e della persona e quindi della sua autonomia e libertà. Controllo che mediante i mezzi di comunicazione quali internet e i suoi social network non aiuta alla riflessione, ma conduce semplicemente ad un consenso positivo o negativo del "mi piace". Interessante scoprire che la principale società italiana produttrice di carte da gioco è in stato di decozione fallimentare. Nessuno, ora, gioca a carte. Se riflettiamo, il gioco delle carte ha comunque  alla base una stimolo razionale matematico del cervello.

Il controllo dei mezzi di comunicazione, della rete internet, correlato al controllo dei loro contenuti produce un potere implicito. L'immagine, lo slogan, "il tweet" (troppa informazione rende disinformati e quindi i messaggi di tweeter devono essere brevi) possono condizionare il pensiero "in automatico", sottraendo l'elaborazione del processo cognitivo alla razionalità, alla riflessione, all'etica. E questo è un rischio per le attuali e future generazioni, in quanto pochi controlleranno i molti.

Che sia questa l'ultima frontiera dell'Occidente per vincere la sfida per il  potere e la supremazia  mondiale?



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