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VAN GOGH RITROVATO/ Tutto quello che il museo di Amsterdam non ci vuol dire

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Tramonto a Montmajour, attribuito a V. Van Gogh (Immagine d'archivio)  Tramonto a Montmajour, attribuito a V. Van Gogh (Immagine d'archivio)

La tela non è firmata, cosa frequente in Van Gogh, e ha sul retro un numero "180" che secondo i responsabili del museo è relativo all'ordinazione fatta da colei che si trovò a gestire l'opera di Van Gogh all'indomani del suo suicidio e della morte del fratello Theo: vale a dire la moglie di quest'ultimo Johanna Bonger. Ma sul taccuino preciso stilato dal fratello di lei Andries, al numero 180 compare un altro quadro, un Tramonto su Arles.

Insomma qualche piccolo dubbio forse in questi casi è sempre meglio lasciarlo aperto. Ma non funziona così per quella macchina di retorica vangoghiana che è diventato il museo di Amsterdam. Che naturalmente ha chiesto agli attuali proprietari di poter esporre il quadro ritrovato per un anno, a partire dal prossimo 24 settembre, nell'ambito della mostra Van Gogh at work



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