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VITA GIUSSANI/ 1. Prades: questo amore all'uomo proprio di Cristo

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Julián Carrón con il volto di Luigi Giussani sullo sfondo (Infophoto)  Julián Carrón con il volto di Luigi Giussani sullo sfondo (Infophoto)

Predicando gli ultimi Esercizi, dove parla di Cristo "tutto in tutti", riprende una canzone di Giorgio Gaber che dice: «L'appartenenza non è un insieme casuale di persone, non è il consenso a un'apparente aggregazione, l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé». E Giussani, domandandosi come avviene questo "avere gli altri dentro di sé", aggiunge un'altra frase di Gaber: «Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire "Noi"». Don Gius prosegue e dice: «Che cosa è questo noi che nasce? Da dove viene? Nasce da Dio, nasce da Cristo nel Battesimo e investe la nostra vita». Come si manifesta − dice ancora in quella meditazione − come si manifesta questo essere investito da Cristo che ti rende capace di un noi?: «Questa appartenenza vuol dire vivere l'esperienza del padre». Giussani invita ciascuno di noi a riscoprirne la grandezza, che non è un ruolo, ma una condizione per vivere, qualunque sia la forma di vocazione abbracciata. E aggiunge: «Che abbiate a vivere l'esperienza del padre, padre e madre. Lo auguro a tutti i capi, a tutti i responsabili delle vostre comunità, ma anche a ognuno di voi perché ognuno deve essere padre degli amici che ha, deve essere madre della gente che ha, non dandosi un'aria di superiorità ma con una carità effettiva; padri e madri di tutti coloro che incontrano».

Non vedo un modo migliore di questo per spiegare che cosa sia il "centuplo quaggiù" di cui parla il Vangelo.



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COMMENTI
11/09/2013 - don Gius grazie per l'incontro (claudia mazzola)

Non ho conosciuto don Giussani personalmente, ho incontrato il movimento nel 2005. E per me, attraverso queste persone, è come se fosse un amico vivo e presente.