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(STRANE) LETTURE/ Breve storia di Caio lo zoppo

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Sono passati appena dieci anni da questi fatti. Oggi il panorama si è molto allargato, grazie ad una reazione a catena. I tipi umani si sono moltiplicati. Non ci sono solo i claudicans, ma, per esempio, anche i tree-people, che si sentono alberi e che hanno ottenuto il diritto di avere ciascuno un'aiuola da occupare nel proprio quartiere; ci sono i birds, per i quali i comuni costruiscono speciali voliere nelle quali quelli che si sentono uccelli vivono in comunità; ci sono le wolf-women, le donne-lupo, che vanno in giro vestite da lupe, ululano tutto il giorno e vestono da lupacchiotti i loro cuccioli-figli. A un tizio che si sentiva Nerone, il comune di Roma ha riconosciuto il diritto di ricostruirsi la casa sul Palatino. Qualche problema in più (peraltro subito superato) si è creato con uno che si sente Hitler.

Nella nostra società dalle identità liquide, basta sentirsi qualcosa per esserlo veramente ed ottenere così quello che si vuole. E di tutto questo dobbiamo ringraziare il nostro amico Caio, che, nel frattempo, mi dicono, è tornato savio. Cioè, una mattina si è alzato pensando che era bello saltellare e camminare normalmente e che il suo corpo poteva farlo. Solo che non può più farlo, perché è costretto, tutto il giorno, a fare lo zoppo finché non torna a casa e, nel segreto delle quattro mura, finalmente può essere se stesso. Fuori di lì, deve essere diverso per forza. È un suo diritto!



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