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ANIMALI FANTASTICI/ J.K. Rowling, il realismo di Harry Potter e la "condanna" di Conan Doyle

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Emma Watson, ovvero Hermione Granger (Infophoto)  Emma Watson, ovvero Hermione Granger (Infophoto)

Così JKR deve ora tornare tra bacchette magiche, tuniche e animali fantastici. Si tornerà quindi a discutere ancora una volta di questa letteratura dell'immaginario che tanto infastidisce − da cinquant'anni, da Tolkien e Lewis − una critica letteraria che mal sopporta una letteratura di questo tipo, condannata di volta in volta come infantile, o conservatrice, o troppo cristiana. Un rischio, quest'ultimo, in cui non è incorsa l'opera della Rowling, che al contrario è stata a volte oggetto di critiche molto aspre proprio da parte cristiana, da parte di fondamentalisti preoccupati che queste storie fossero una "istigazione all'esoterismo".  

In realtà, la lunga saga letteraria di Harry Potter può essere definita in vari modi, e si presta a tante letture. Oltre che essere uno dei pilastri della New Fantasy del terzo millennio, è innegabile che l'opera di J.K. Rowling rifletta alcuni temi classici della narrativa degli ultimi due secoli, il primo dei quali è quello del Bildungsroman,ovvero il cammino di un giovane attraverso svariate peripezie, magari anche crisi personali, fino alla maturazione, fino all'immancabile happy end. In questo percorso il giovane trova solitamente un maestro, un mentore, fin dai tempi dei racconti del ciclo bretone, con il giovane Artù guidato da Merlino, fino alle opere del romanticismo britannico, ai giovani eroi di Walter Scott, come David Balfour, o agli sventurati ragazzi di Dickens, come Oliver Twist e David Copperfield. Da questo punto di vista anche Harry Potter ha i suoi maestri adulti, in particolare Albus, ma è innegabile che nell'epopea di Hogwarts un ruolo fondamentale venga interpretato dal valore dell'amicizia. In tal senso la Rowling si distacca dallo schema narrativo della letteratura di formazione classica, per accostarsi invece come vedremo a due giganti della narrativa del Fantastico del '900 letterario inglese: J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis. 

Nelle avventure di Harry Potter si può intuire la visione del mondo dell'autrice, che descrive il contesto del mondo attuale postmoderno portando il lettore da una visione di uomo individualista verso una visione di uomo guidato da valori morali, quali la scelta del bene, il dono, il sacrificio, l'amicizia, l'amore. È così messo in risalto come il successo ottenuto senza fatica, la ricchezza, una vita eterna su questa terra, non sono niente, sono solo illusioni e come ciò che veramente conta sono l'impegno, l'amicizia, l'amore.

Tra tutti questi valori particolarmente sottolineato e sviluppato è quello dell'amicizia. Sembrerebbe perfino scontato, si potrebbe obiettare, che in una storia di adolescenti sia l'amicizia, piuttosto che l'amore, il sentimento dominante. Tuttavia è di grande interesse il modo con cui l'autrice lo affronta. Come si diceva in precedenza, a Hogwarts non ci sono solo maestri e mentori, ci sono anche amici.  C'è quello che gli esperti di pedagogia chiamano la Peer Education, l'educazione all'interno del gruppo dei pari. 



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