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ANIMALI FANTASTICI/ J.K. Rowling, il realismo di Harry Potter e la "condanna" di Conan Doyle

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Emma Watson, ovvero Hermione Granger (Infophoto)  Emma Watson, ovvero Hermione Granger (Infophoto)

Troviamo innanzitutto una compagnia di amici piuttosto stabile – e la stabilità è garantita dall'istituzione, ovvero dal "gruppo-classe" − che evolve nel tempo, che cresce insieme. Ogni libro della saga si configura anche come un tassello di una trama più estesa che era iniziata ben prima del primo libro e finisce con l'ultimo capitolo del settimo facendoci intravvedere un ulteriore orizzonte. 

Il gruppo dei pari di Hogwarts rappresenta una forma di aggregazione sociale spontanea tipica dell'età adolescenziale e giovanile che riveste una grande importanza nel processo di crescita degli individui, una sorta di palestra per imparare a divenire adulti.

Il gruppo dei pari che si muove intorno al protagonista centrale, Harry, è rappresentato da ragazzi uniti inizialmente da un semplice spirito di appartenenza, nella migliore tradizione dei college britannici: la prima patria è la Casa, ovvero il collegio, con i suoi colori, i suoi simboli, la sua storia, la sua tradizione. Le amicizie nascono innanzitutto all'interno di questa appartenenza, che sia di Grifondoro come di Serpeverde come delle altre due case: è il primo luogo di aggregazione, di appartenenza, di identificazione. Tutto comincia da una sorta di cameratismo, ma da quel momento in poi sono aperte le possibilità per altri rapporti, più profondi, più intensi, più privilegiati.

È l'amicizia che sconfigge definitivamente Voldemort.

Gli aspetti fondanti delle amicizie narrate da J.K. Rowling sono molteplici e tutti degni di nota come, ad esempio, il sacrificio, oppure la fedeltà che necessariamente deve legare un gruppo di amici. Lungi dal presentare amicizie e rapporti idilliaci, l'autrice è molto realista quando deve descrivere questi sentimenti e non cade nella tentazione di parlare solo degli aspetti positivi di un'amicizia autentica, ma i personaggi da lei descritti non sono esenti da momenti di crisi anche profonda nelle loro relazioni. 

Un realismo all'interno della dimensione fantastica che probabilmente è stato il vero elemento di attrattiva e di successo di una saga che ora, grazie a Nwet Scamandro e i suoi animali fantastici, ripartirà per la gioia di tanti lettori e forse la malinconica resa dell'autrice che metterà da parte − almeno per ora − altre ambizioni letterarie. 



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