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VECCHIONI/ Il candidato al Nobel che "gioca" con Dio

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Roberto Vecchioni (Infophoto)  Roberto Vecchioni (Infophoto)

Bene, fatte tutte queste belle premesse, cosa ti aspetteresti? Che l'uomo che ha intuito Dio gli lanci il grido che Manzoni mise in bocca all'Innominato: "Se ci sei manifestati!". Insomma, ti aspetti un libro del tenore delle Confessioni di Sant'Agostino, pieno di angosciose domande, della coinvolgente testimonianza di un uomo che batte continuamente contro il muro del Mistero e cerca una risposta. E poi la trova, non a partire da se stesso, ma dalla comunicazione stessa di Dio. Ti aspetti che l'orfano scriva una lettera piena di amore al Padre, confessandogli il freddo che sente intorno, a causa della sua assenza.

Ma ecco il colpo di scena: «Il mio Dio non è di quelle divinità create o ricercate dagli uomini per salvarsi la vita. Questo libro comicamente teologico è una ricerca personale sulle domande banali: Dio esiste? Cos'è la fede? C'è il libero arbitrio? Nel testo Dio risponde e dimostra di esistere tramite una sua distrazione, il caso, che permette agli uomini di dargli scacco liberamente».

Direi che qui è testimoniato il particolare privilegio del deista, di Vecchioni come di Voltaire come di qualsiasi altro. È un privilegio strano, che possiamo sintetizzare così: di Dio il deista dice di non sapere niente, oltre quello che ci è consentito da qualche banale constatazione razionale e che è solo una briciola di quello che Dio è realmente. Però poi si permette di scrivere libri su Dio, addirittura di mettergli in bocca delle risposte! E ovviamente lo fa parlare contro quelli che sulla terra parlano in loro nome.

Di Dio il deista non sa niente, ma una cosa la sa: il Dio delle religioni (anche e forse soprattutto di quelle rivelate, con le loro chiese) è solo una caricatura di Dio. Notevole. Da un'ammissione di sconfitta, di non sapere, non deriva logicamente un tacere, una sospensione totale di giudizio. No. Il deista parla, sproloquia, giudica, e, guarda un po', in nome di Dio!

Nel suo discorso Vecchioni ha detto che noi non sappiamo niente di Dio, di questo Dio che "se ne è andato" e che il brutto è proprio quando, nonostante ciò, ci permettiamo di giudicare gli altri a partire da Dio. Bel ragionamento, ma è proprio quello che ha fatto lui! Ditemi dove sta la coerenza. Ditemi se non è schizofrenia. Il Dizionario Filosofico del deista Voltaire è tutta una requisitoria contro le idee di Dio sparse nel mondo. Gli uomini, lo diceva anche Vecchioni, si sono inventati il loro Dio. Quello che sorprende è che Vecchioni non abbia il dubbio che questa conclusione venga da uno che a sua volta si è inventato la propria idea di Dio. Singolare privilegio, quello del deista, di essere in contraddizione con se stesso, senza porsene minimamente il problema!



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