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RATZINGER/ La lettera di Benedetto XVI a Piergiorgio Odifreddi

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

Ciò che poi Odifreddi afferma nel suo libro sulla figura di Gesù “non è degno del Suo rango scientifico”, commenta Benedetto: “Se Lei pone la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po' più competente da un punto di vista storico. Le raccomando per questo soprattutto i quattro volumi che Martin Hengel (esegeta dalla Facoltà teologica protestante di Tübingen) ha pubblicato insieme con Maria Schwemer: è un esempio eccellente di precisione storica e di amplissima informazione storica”. Inoltre, si legge ancora nella lettera, "devo respingere con forza la Sua affermazione secondo cui avrei presentato l'esegesi storico-critica come uno strumento dell'anticristo”: trattando il racconto delle tentazioni di Gesù, Ratzinger afferma di aver “soltanto ripreso la tesi di Soloviev, secondo cui l'esegesi storico-critica può essere usata anche dall'anticristo, il che è un fatto incontestabile. Al tempo stesso, però, sempre ho chiarito in modo evidente che l'esegesi storico-critica è necessaria per una fede che non propone miti con immagini storiche, ma reclama una storicità vera e perciò deve presentare la realtà storica delle sue affermazioni anche in modo scientifico”.

Per questo non è neppure corretto che Odifreddi dica che Joseph Ratzinger si sarebbe "interessato solo della metastoria": "Tutt'al contrario, tutti i miei sforzi hanno l'obiettivo di mostrare che il Gesù descritto nei Vangeli è anche il reale Gesù storico; che si tratta di storia realmente avvenuta”. Benedetto XVI fa infine notare all’autore che “nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male. Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la libertà che pur è stata ed è il valore portante dell'epoca moderna. L'amore, nel Suo libro, non compare e anche sul male non c'è alcuna informazione”. Qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica sulla libertà, conclude il Papa emerito, “nel dramma reale della nostra storia essa è presente come realtà determinante e deve essere presa in considerazione. Ma la Sua religione matematica non conosce alcuna informazione sul male. Una religione che tralascia queste domande fondamentali resta vuota”.



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COMMENTI
24/09/2013 - dignità (luisella martin)

Commenta il lettore augurandosi che il professor Odifreddi almeno ne esca con dignità. Temo che certi intellettuali (abituati a vincere sempre la sfida della ragione pura applicata a lettere e numeri) non accettino di "non poter vincere" e si arrampichino sugli specchi pur di non ammettere che la bellezza della matematica (uno dei mille linguaggi usati da Dio per creare l'Universo) é tutt'ora nascosta agli occhi dei professori universitari che ne fanno una religione. La dignità Odifreddi non l'ha certo persa, poiché risiede nella sua umanità, ma mi pare che continui a disconoscerla, credendo si trovi fra le pergamene dei suoi titoli accademici. Grazie a Benedetto che abbraccio con affetto e gratitudine per avermi finalmente liberato dall'umiliazione provata, in quanto matematica, nel leggere le idee arroganti di un sedicente ateo sulla fede degli altri.

 
24/09/2013 - Odifreddi (Claudio Baleani)

Odifreddi pensava di potersela cavare con poco, ma è andato a prendere di petto uno un pò troppo grosso per lui. Vediamo adesso se è in grado di stare almeno al livello della serietà della risposta di Ratzinger. Vincere non può, ma almeno che ne esca con un minimo di dignità.