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LETTURE/ Se gli zombie strizzano l'occhio a Eugenio Corti e Beppe Fenoglio

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Immagine tratta da The Walking Dead (Immagine d'archivio)  Immagine tratta da The Walking Dead (Immagine d'archivio)

Stephen King (che di thriller qualcosa sa) ha inserito il quinto episodio della prima stagione sul podio dei migliori prodotti tv dell'annata. Ancora, l'ottavo episodio della seconda stagione ha battuto tutti i record delle serie tv trasmesse via cavo. E così via, di record in record, ma si potrebbe citare anche l'indotto del successo che spazia dai videogiochi ai romanzi, dai gadget alle applicazioni per gli smartphone.

Gli ingredienti del cocktail vincente sono molteplici. La regia e il montaggio sono superiori alla media e così gli effetti speciali (il budget per ogni singola puntata è imponente). Ma c'è molto di più. Come insegna Armando Fumagalli nel suo splendido Da Hollywood alla Pixar passando per l'Italia (Lindau, 2012) quello che conta è una buona storia, che metta a fuoco scelte irreversibili e passi allo scanner la psicologia dei protagonisti. 

Lo spunto di partenza di The Walking Dead è un topos del genere, ma gli sviluppi sono davvero originali, in particolare per la terza serie. Affrontiamo rapidamente, come in un trailer, gli snodi delle tre annate.

Nella prima puntata il protagonista, lo sceriffo Rick Grames, si sveglia dal coma (era stato ferito al petto in uno scontro a fuoco a un posto di blocco). Il mondo di prima non c'è più. L'ospedale è vuoto. Tutto è rovina e devastazione. Fuori dalle mura ci sono segni di grandi battaglie. La corsa verso casa per ritrovare la famiglia è frustrante: anche la casa è vuota e nei paraggi ci sono solo cadaveri in putrefazione o "morti viventi". Rick cercherà una via del rifugio, per dirla alla Guido Gozzano, nella città di Atlanta, dove spera di ritrovare qualche superstite e qualche brandello di civiltà. Dopo avventure e battaglie, ritroverà la propria famiglia e, in parte, la propria identità. 

La seconda serie abbandona gli scenari metropolitani di Atlanta per farsi più "agreste". 

Rick guida una carovana di superstiti alla ricerca di una sospirata quanto incerta terra promessa. Un incidente (il figlio di Rick ferito per errore da un cacciatore) costringerà la banda a fermarsi in una fattoria (con lati misteriosi, come un fienile stracolmo di zombie) e a ripensare il proprio destino. Ci saranno da dirimere intrecci complicati, come una gravidanza indesiderata, il tradimento di un amico, il destino da riservare ai prigionieri e persino il dilemma se applicare l'eutanasia agli zombie). Il tutto fino a un grandioso episodio finale con un assedio zombie in piena regola. Non sarà la battaglia del fosso di Helm del Signore degli anelli, ma lo spettacolo davvero non manca…

La terza serie, conclusa nella scorsa primavera, ha un ritmo emotivamente forsennato. Il teatro d'azione è un penitenziario. Apparentemente una buona location per Rick & C.: cibo, medicinali e armi in abbondanza. Ma il sentiero sarà irto di ostacoli. Questa volta non ci saranno solo gli incisivi dei mostri a scandire il ritmo della paura. 



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