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LETTURE/ Se gli zombie strizzano l'occhio a Eugenio Corti e Beppe Fenoglio

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Immagine tratta da The Walking Dead (Immagine d'archivio)  Immagine tratta da The Walking Dead (Immagine d'archivio)

Sa di essere condannato. Quando la febbre inizia a divorarlo, chiede di essere abbandonato al suo destino, ai lati della strada, all'ombra di un grande albero. Ascolta il programma di viaggio della carovana, l'ipotetica corsa verso la salvezza e commenta un improvviso rumore rivolgendosi a Rick: "Quello che senti è Dio che ride dei vostri piani". 

Dio viene anche invocato da uno dei più disperati personaggi della serie, Marle, che in una delle prima puntate si ritrova ammanettato sul tetto di un grattacielo in attesa di un attacco degli zombie. Non si rassegna alla sua fine e grida a squarciagola verso il cielo: "Aiutami, mostrami la via dimmi, cosa devo fare". 

Dicevamo in apertura che i segnali indicatori del successo di The Walking Dead siano numerosi. L'alto interesse per le atmosfere apocalittiche e dark da "finale resa dei conti" era nell'aria da tempo, specialmente negli Stati Uniti. Sul versante letterario, basti pensare all'entusiastica accoglienza riservata alla Strada di Cormac McCarthy, cupissima road novel (attenzione al finale salvifico, però) che da sola avrebbe meritato il Nobel per il "principe degli esclusi", o a opere cult come Io sono leggenda di Richard Matheson (ottima la resa cinematografica con Will Smith) o al troppo trascurato (ma solo in Italia) Un cantico per Leibowitz di Walter Miller. 

Un mondo sotto assedio e senza apparente via di scampo: ecco un altro tema che può aver coinvolto in modo così clamoroso (e forse inconscio) tanti spettatori che hanno visto incrinarsi l'american dream, collassare le Twin Towers, e, soprattutto, il sopraggiungere di una strangolatrice quanto improvvisa crisi economica. 

L'appeal per il pubblico più giovane è dovuto anche all'alto tasso splatter della serie, che, pare, si sia aggiudicata il poco invidiabile primato di violenza della stagione, davanti a produzioni come Spartacus o Trono di spade

Ammazzamenti a parte, un portato interessante della serie riguarda la concezione della famiglia. Per fortuna, e a dispetto di molte altre realizzazioni, qui viene ancora considerata un'oasi dove rifugiarsi quando si è sotto attacco. Soffriamo con Rick quando apprendiamo che l'unità famigliare è minacciata. Speriamo con lui in una totale e piena riappacificazione con la moglie. 

Sembra che la sottotraccia della serie siano motti del tipo: "l'unione fa la forza", oppure "da soli nella vita non si riesce, con gli altri sì". Non sarà una notizia sconvolgente, ma in tempi di individualismo esasperato è già qualcosa. In un momento cruciale, la moglie chiederà a Rick qualcosa di certo, un appiglio cui aggrapparsi nello sfacelo. Rick esclamerà: "L'unica cosa certa che so dirti è che io ti amo". Bene così. 

Per amore di verità, va ricordato che la serie non è certo adatta al pubblico dei giovanissimi, oltre all'eccesso di sangue, alcune scene di sesso esplicito macchiano in modo netto alcune puntate. 



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