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LEONARDO/ L'uomo perfetto? No, il più curioso del mondo…

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Leonardo da Vinci, L'uomo vitruviano (1490 circa) (Immagine d'archivio)  Leonardo da Vinci, L'uomo vitruviano (1490 circa) (Immagine d'archivio)

Ma li annota non dopo aver verficato attraverso il disegno che le regole fissate da Vitruvio funzionassero davvero. Il disegno, insomma, non nasce come desiderio di dare corpo ad una visione perfetta e idealizzata (in questo caso lo avrebbe lasciato solo sul foglio, senza "sporcarlo" con un testo che oltretutto solo lui poteva leggere). Nasce per un’ansia sperimentale che spinge sempre Leonardo a indagare su qualunque cosa la realtà gli metta sotto gli occhi. 

Leonardo non è artista che conosca punti di arrivo. È un cantiere sempre aperto, non fissa mai paletti perché sa che la realtà è sempre in movimento e che nessuno può illudersi di possederla. È un campo di indagine affascinante ed inesauribile, a cui lui si dispone con curiosità instancabile. Per questo, visto dal vero, l’Uomo Vitruviano scende da quel piedistallo di perfezione su cui l’immaginario collettivo lo ha messo. E diventa più semplicemente (e concretamente) un momento di lavoro di un grande sperimentatore. 

Dopo di che si passa immediatamente al foglio successivo, perché c’è tanto altro da indagare. Davvero Leonardo è un genio tutto da scoprire.

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