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LETTURE/ Da Kondrat'ev a Benedetto Croce, aspettando la prossima crisi

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La Biblioteca Malatestiana di Cesena (Infophoto)  La Biblioteca Malatestiana di Cesena (Infophoto)

Un altro genere di previsione del futuro si fonda sull'analisi dei cicli temporali lunghi che costituiscono una forma di cambiamento secondo la quale l'avvenire non è né uniformemente portatore di progresso, come nell'evoluzionismo sociale, né destinato inevitabilmente al declino, come nella teoria decadentista. Un ciclo è scandito da un'alternanza indefinita di due o più stadi. Il più noto, a due stadi, descritto da Nicolaj Kondrat'ev, prevede fasi ascendenti e discendenti di ampiezza di circa mezzo secolo. Secondo questo autore il primo ciclo sarebbe iniziato verso il 1790 con un momento di inversione nel 1815 e una fase di contrazione terminale verso il 1850. In seguito si svilupperebbe il periodo di espansione del secondo ciclo per raggiungere il suo massimo verso il 1873; la fine del XIX secolo, tempo di grandi difficoltà economiche, di grande crisi, segnerebbe il periodo di contrazione di questo secondo ciclo che si concluderebbe verso il 1896.

Ed è in questo periodo che si aprirebbe la fase espansiva del terzo ciclo di Kondrat'ev con un punto di inversione verso il 1930.

Secondo alcuni autori, un quarto ciclo di Kondrat'ev sarebbe iniziato verso il 1940 coicidente con l'inizio della seconda guerra mondiale, con una sua successiva inversione verso il 1965.

J. Schumpeter ha avanzato una spiegazione della dinamica dei cicli lunghi con il verificarsi delle scoperte, delle invenzioni: macchina a vapore e tessitura per il primo ciclo di Kondrat'ev; acciaio e ferrovia per i secondo; motore a scoppio, elettricità, prodotti chimici per il terzo. Se ne deduce nucleare e aerospazio per il quarto ciclo. E così si potrebbe intuire la nascita − in concomitanza alla caduta del muro di Berlino del 1989 − di un quinto ciclo di Kondrat'ev, con le invenzioni della "rete" e delle tecnologie digitali, del telefono cellulare, dell'informatica in genere che hanno poi dato impulso alla globalizzazione ed a quel rinnovamento culturale ideologico, nuova linfa della fase espansiva. Il processo di fascinazione indotto dal verificarsi di un'importante avventura umana − economica, scientifica, geografica, culturale − produce una mutazione delle mentalità e dei costumi che danno avvio a un nuovo tempo della vita che potremmo chiamare anche "ciclo", o altro.

Vi sono anche teorie innovative e controverse che aprono nuovi orizzonti nell'interpretazione dei dati, della storia, della visione del futuro. Uno autorevole studioso quale il matematico Benoît Maldenbrot scoprì una nuova branca della matematica che ritiene di individuare l'ordine nascosto in ciò che all'apparenza è privo di ordine, la struttura regolare nell'irregolare, della natura: è la geometria frattale. In particolare, la teoria della dipendenza a lungo termine, la teoria dell'invarianza di scala ed infine la teoria della natura multifrattale del tempo. Un suo studente, Nicolas Taleb ha avuto, con la pubblicazione del libro Il cigno nero un notevole interesse mediatico per l'originalità con la quale spiegava la crisi economica finanziaria del 2008.



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